Europa: democrazia cercasi…

democrazia vendesiAlcune considerazioni sulla giornata di inaugurazione della campagna elettorale di SEL, aperta con la presentazione del libro “Democrazia Vendesi”, dibattito con Loretta Napoleoni e Ugo Mattei.
Come spesso accade le cose che iniziano con qualche problema poi invece finiscono bene. Pomeriggio intenso: bellissimo l’intervento conclusivo di Ugo Mattei (che ci ha raggiunti dopo mille peripezie) su economia, creazione del consenso e difesa dei beni comuni. Chapeu..

Anche il confronto con la Napoleoni è stato interessante. Personalmente condivido alcune analisi del suo libro, non tutte. Mi convince la parte descrittiva, storica, la descrizione del processo di formazione del debito, delle privatizzazioni e della costruzione di un’Europa monetaria zoppa, confusa e drammaticamente schiava delle imposizioni di un’elite liberista.

Sono perplesso assai invece sulle considerazioni politiche dell’autrice: dopo 170 pagine di analisi Napoleoni ne dedica solo una ventina alle effettive proposte e queste non mi convincono. Uscire dall’euro non è come non esserci mai entrati, quindi il paragone con la Gran Bretagna è, a mio parere, fuorviante. Oltretutto l’economia britannica è  radicalmente diversa dalla nostra: la Gran Bretagna è un paese assoggettato completamente al capitalismo finanziario e la sua City ne è la capitale mondiale. Attraverso i brandelli del Commonwealth dà copertura (sotto il cappello della corona inglese) a gran parte delle piazze offshore mondiali, a cominciare da quelle caraibiche.  La Gran Bretagna resta nell’Unione, a mio avviso, con un unico scopo: garantire che l’ingombrante vicino continentale a guida franco-tedesca persegua il più possibile rigide politiche economiche liberiste, e questo ruolo da cane da guardia del neoliberismo viene svolto sia che al Governo ci siano i Conservatori o il New Labour. Rappresenta quindi – a mio parere – uno dei principali nemici da battere nella costruzione di un’Europa sociale, un’Europa dei diritti, decisamente democratica. La Gran Bretagna non è la soluzione: è (in parte) il problema…

Veniamo poi alla singolare proposta di uscita dall’euro, così come descritta dall’autrice e da realizzare – semplicisticamente –  con un secco “si o no” referendario, tesi fatta propria e rlanciata da Grillo. Ebbene, come verrebbe ripagato l’enorme debito pubblico italiano? Per Napoleoni si dovrebbe continuare a garantire il pagamento degli interessi per quella parte del debito in mano a cittadini e imprese italiane. E questo è ovvio perchè se lo Stato va a dire a 50 milioni di persone che i suoi buoni del tesoro sono quasi carta straccia e i conseguenti risparmi degli italiani vanno in cavalleria, scoppia la guerra civile. Napoleoni propone però di rinegoziare il debito con gli investitori esteri (che sono poi quelli che stanno nella City di Londra, le massime espressioni della speculazione finanziaria mondiale..) proponendo questo singolare accordo, cito testualmente: “Dato che i mercati hanno accettato uno sconto del 75% del debito greco nelle mani del settore privato, un taglio del 50% di quello italiano non sembra un’ipotesi assurda…”

A me pare invece assurdo che un paese debitore, costretto ad accettare il commissariamento di Monti e il rigore per garantire il pagamento degli interessi a questi signori, detti le condizioni di pace ai creditori.. Questo compito spetterebbe, per Napoleoni ad “abili negoziatori”. Dunque un paese a rischio default, screditato dal ventennio berlusconiano e costretto ad applicare sotto dettatura le rigide politiche del rigore, come ben descrive Napoleoni in tutto il suo libro, manda poi “abili negoziatori” a convincere gli strozzini stessi ad abbuonargli metà del debito… Con quali possibilità di successo?
Non solo. Parliamo dell’uscita dall’euro: certi slogan possono andar bene a Beppe Grillo per scaldare la piazza, trovo però politicamente irresponsabile proporre soluzioni al buio, sulla pelle dei lavoratori e delle imprese produttive, senza prendere in considerazione cosa succederebbe dopo.Esci dall’euro? Bene. Ti scontano il debito? Ma non scherziamo...se non paghi, succede come con  gli strozzini che applicano il pizzo, quelli si prendono tutta la baracca.  L’Italia non è la Grecia: ha una grande industria, ha delle banche, ha patrimonio immobiliare, ha un immenso patrimonio culturale, ha risorse naturali, ha territorio, ha un mercato interno importante ed è uno dei paesi a più alto tasso di risparmio accumulato. Boccone ghiottissimo. Daltronde è la stessa Napoleoni a spiegare molto bene come funziona questa appropriazione e la conseguente svendita del patrimonio pubblico e dei beni comuni nelle sue analisi sulla formazione del debito e sulle politiche d’austerità.

Infine: forse a qualcuno sfugge che gran parte della nostra economia è inquinata dalla corruzione o addirittura direttamente prodotta da una delle principali imprese del paese: la criminalità organizzata. Se esci dall’euro in posizione di estrema debolezza, senza alcun paracadute politico, e inventi una nuova moneta, questa in men che non si dica si svaluterà moltissimo creando un’iperinflazione. Per mandare avanti imprese e settore pubblico ci sarà un immediato bisogno di valuta forte. L’unica “banca nazionale” che ne dispone in modo ingentissimo (lo sanno bene le imprese in questi momenti di stretta del credito..) è la criminalità organizzata che entrerebbe così dal portone principale, e non più in modo occulto, in ogni ganglio dell’economia italiana diventando in poco tempo – legalmente – il vero player economico del paese. Il rischio concreto dunque è quello della trasformazione dell’Italia in uno Stato offshore, una piattaforma incuneata in Europa, ricettacolo di ogni traffico illecito e di ogni riciclaggio di danaro. Un paese controllato completamente, in tutti i suoi settori, dalla criminalità organizzata e dalla speculazione internazionale: ovviamente quella “pulita”, elegante e dal bell’accento, mica con coppola e lupara…Se queste sono le soluzione le lascio volentieri a Beppe Grillo e compagnia. La nostra proposta politica, ben sintetizzata dall’intervento conclusivo di Luca Basile si basa su un altro programma:
A queste regressioni, allo spread sociale e culturale,andrà contrapposto il rilancio del processo costituente europeo per gli Stati Uniti d’Europa. L’Italia come paese fondatore dell’Unione Europea deve tornare a essere protagonista non solo attraverso la costruzione di un’architettura di governo fondata sulla partecipazione diretta dei cittadini, ma anche e soprattutto attraverso il sostegno a politiche fiscali eque, che contribuiscano a redistribuire la ricchezza e rilanciare un piano europeo, un Green New Deal, che costruisca le basi per la buona e piena occupazione, per la conversione dell’economia e dei cicli produttivi, per politiche di welfare e di cittadinanza, per il reddito minimo su scala continentale. Al Fiscal Compact contrapporremo pertanto un patto dei cittadini per la democrazia, i diritti sociali, il reddito minimo, i diritti dei lavoratori, l’equità e la giustizia.

Particolarmente significativi mi appaiono questi tre punti:
1) Daremo sostegno ad un’Assemblea Costituente ed un processo
di revisione dei Trattati nel quale il Parlamento Europeo eletto nel 2014 avrà un ruolo centrale (..) La BCE dovrà sostenere i paesi in crisi operando come prestatore di
ultima istanza per i titoli di Stati, ed emettendo eurobond;

2) Sosterremo l’introduzione della tassazione sulle transazioni
finanziarie, allargando il numero di paesi sostenitori e
utilizzando il gettito per obiettivi di tipo nazionale (welfare,
politiche del lavoro etc) e internazionale (cooperazione allo
sviluppo, lotta ai cambiamenti climatici) nell’ottica di un
maggior coordinamento a livello europeo;
3) Chiederemo la rinegoziazione del Patto di Stabilità fissando i
parametri secondo i quali definire come produttivi specifici
capitoli di spesa (welfare, conversione ecologica, spese per
occupazione, innovazione, cultura) ed impegno alla revisione
della Golden Rule al fine di escludere tali spese dal Patto di
Stabilità;

Paolo Soglia
Candidato alla Camera per Sinistra Ecologia Libertà

ps
Un particolare ringraziamento, oltre ai partecipanti, va a Maurizio Tarantino che ha organizzato l’incontro e a tutti coloro che hanno contribuito a realizzarlo

Un pensiero su “Europa: democrazia cercasi…

  1. A me pare che quello che paolo propone “un patto dei cittadini per la democrazia, i diritti sociali, il reddito minimo, i diritti dei lavoratori, l’equità e la giustizia.” sia ancora più difficile da ottenere, in una UE nata e sviluppatasi solo attorno agli interessi economici dei più forti, della rinegoziazione del debito. Il debito va comunque rinegoziato, semplicemente perchè è insostenibile, come tutti vediamo sulla base delle tasse che ci costringe a pagare. Va rinegoziato, tagliato, e la svalutazione e conseguente inflazione è un ottimo modo per farlo. L’inflazione non è il diavolo, riduce il debito (la grandissima parte dei btp è a tasso fisso), e aumenta la propensione alla spesa . Il Giappone, che ha sulle spalle un enorme debito, si è trascinato per due decenni schiacciato sotto il suo peso, in deflazione, fino a che stremato ha alla fine dovuto ricorrere …. proprio alla svalutazione (lo sta facendo ora) per uscirne!!
    Evviva quindi un euro di seconda categoria (svalutato) per i paesi mailali (pigs) come propone Loretta Napoleoni! E’ l’unica strada per uscire dal tunnel. Una moneta più debole assieme alla riduzione del debito permetterebbe di rilanciare le esportazioni, inoltre verrebbero reimpiantate molte industrie in Italia, che ora con il marco (oops .. si chiama euro) e una tassazione insostenibile sono dovute fuggire all’estero. Oggi il marco (scusate ancora il refuso,lo chiamano euro) è a 1,365 sul dollaro, e sale sempre di più. E’ follia pura. Anche Il governo francese è terrorizzato e sta cercando di correre ai ripari, ma l’euro sale, sale … con una moneta così non si esporta un cazzo!! Ma si importano ancora più merci asiatiche e cinesi, sempre più sottocosto. Una monera debole invece rilancerebbe la produzione nazionale anche sul mercato interno, produzione che risulterebbe molto meno costosa di oggi rispetto all’import cinese

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...