Ustica: la necessità storica di accertare la verità dei fatti

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Il 12 febbraio, prima di parlare dal palco dell’Arena del Sole a Bologna, alle 19,  Nichi Vendola visiterà il Museo della Memoria di Ustica: è una scelta importante.
Significa che l’Europa che vogliamo contribuire a costruire, uscendo dalle logiche perverse del neoliberismo, del rigore iniquo, della disoccupazione, dovrà essere anche un’Europa diversa nel rapporto coi suoi cittadini: un’Europa che chiuda definitivamente i conti in sospeso aperti nel periodo della guerra fredda inaugurando una nuova stagione di verità e di giustizia.

A oltre trent’anni di distanza dalla Strage di Ustica del 27 giugno 1980 abbiamo una certezza ribadita dalla Cassazione: fu un missile ad abbattere il DC9, causando la morte di 81 persone tra passeggeri ed equipaggio. Adesso il compito della politica è duplice: da una parte sostenere tutte le azioni della magistratura, a cominciare dalle rogatorie internazionali che resteranno lettera morta senza il supporto di un’azione diplomatica e il sostegno del nostro Governo.

C’è però un aspetto ancora più importante: la necessità storica di accertare la verità dei fatti. La strage di Ustica non è frutto di un attentato terroristico realizzato da un gruppo eversivo, ma di operazioni coperte che hanno visto impegnate forze armate appartenenti a stati sovrani. Sul basso Tirreno quella notte volavano caccia statunitensi della Nato e caccia francesi. Molto probabilmente anche Mig Libici. E poi aerei militari e civili Italiani.

Il DC 9 dell’Itavia si sarebbe trovato in mezzo a uno “scontro a fuoco”, avvenuto non per strada ma nei cieli, e con tutta probabilità è stato abbattuto per errore.
Questo tuttavia non attenua le responsabilità di chi ha operato e di chi ha coperto e depistato: la verità su Ustica è con tutta probabilità una verità imbarazzante e indicibile, ma non inconoscibile.

Noi non sappiamo chi ha lanciato il missile e perché, ma sappiamo perfettamente che qualcuno ha “visto”  quello che è successo e sappiamo che sicuramente, chiusi in cassetto e coperti dal segreto di Stato di qualche paese sovrano, ci possono essere i documenti che svelano sia la dinamica che le responsabilità.
Sappiamo dunque che c’è chi sa la verità su Ustica. E tace.

Paolo Soglia
Candidato alla Camera per Sinistra Ecologia Libertà

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