Quella faina del Renzi…

clouseauMatteo Renzi ricorda molto l’ispettore Clouseau.
Si crede molto furbo, infatti tratta con Berlusconi come se alla fine la partita la dovesse sempre vincere lui: così almeno fa credere alla folla festante dei suoi adepti che lo ritengono ormai avviato a una cavalcata trionfale verso il successo elettorale.

Berlusconi invece fa finta di disperarsi per il tetto del premio di maggioranza, intanto porta a casa la soglia all8% per i partiti non coalizzati ( e ammazza Alfano), quella del 4,5% per i coalizzati (e ammazza Sel come potenziale alleato del Pd), le liste blindate per nominare i parlamentari che vuole lui e dulcis in fundo  l’emedamento “Salva Lega” (che gli sarà in eterno riconoscente).
E mentre Renzi gongola son sicuro che il Cavaliere sta già organizzando un paio di liste civetta al sud con tutto il lordume che ha a disposizione per moltiplicare i pani e i pesci del “Salva Lega”.

Morale: Renzi ha riesumato come sempre un Berlusconi morente riportandolo a capo di una coalizione che con FI, NCD, Lega, Casini vari, e il soccorso di un paio di listazze inventate tipo “Nuovo Sud” “Grande Sud”, “MPA” (di cui può permettersi di comprare il voto per moltiplicare il “salva Lega” e superare lo sbarramento in sole tre regioni) lo porteranno vicino e forse oltre, già al primo turno, alla fatidica soglia del 37%.
Il Renzi, dal canto suo, non troverà invece più nessuno con cui allearsi, vuoi per motivi politici, ma anche solo per meri motivi “opportunistici”, visto che avendo ammazzato ogni possibile formazione alla sua sinistra nessuno sarà così scemo da star col PD solo per omaggiare Don Matteo di un’elemosina elettorale a fondo perduto.

Che dire? Una vera faina quel Renzi…

Paolo Soglia

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Italicum: la congiura “ad escludendum”

congiuratiC’è una norma dell’Italicum che non ha precedenti in Europa: assurda, antidemocratica e a mio avviso anche incostituzionale. Questa norma verrà approvata per volontà dei grandi partiti e col tacito assenso di tutti gli alri: si tratta della soglia dell’8% messa per impedire che alcuna forza politica nascente possa mai più approdare al Parlamento. In sostanza in Italia d’ora in poi per mandare un deputato in Parlamento come forza autonoma devi prendere circa tre milioni di voti…

Passeremmo dunque da sistemi che piazzavano anche le pulci con lo zero virgola a un sistema totalmente escludente, visto che è praticamente impossibile che una forza politica nuova possa di punto in bianco ambire a passare questa soglia.
La congiura non vede alleati solo Pd e Forza Italia, come grandi partiti, ma praticamente l’intero arco delle forze politiche presenti in parlamento: anche i piccoli (Sel, Lega, Ncd e scelta civica) sono infatti tutti tesi ad abbassare la soglia del 5% per i partiti “coalizzati”, perchè ovviamente vedono il loro futuro politico solo all’interno dei due grandi contenitori. Ma non dicono nulla (o dicono ben poco..) sull’altra soglia che riguarda chi ancora non c’è ma potrebbe arrivare in futuro. Perchè in fondo ad ogni ceto politico sta bene un tetto così alto che deprimerà qualsiasi tentazione di “disturbo esterno” ai rispettivi elettorati.
Sul tema risulta infine assolutamente ipocrita la posizione di Grillo e dei 5 stelle: forti del loro 25% il problema non li tange, poi per lavarsi la coscienza si son fatti la loro leggina proporzionale che ovviamente non serve a nulla visto che se la voteranno solo loro. Ma a dar battaglia contro questo abominio manco ci pensano, perchè in ogni caso – stando fuori dai giochi e candidandosi all’opposizione a vita – eviterebbe anche a loro qualsiasi concorrenza.

Paolo Soglia

Lettera alla Fornero: seconda puntata.

forneroRicordate la vicenda che avevo raccontato nel 2012? Avevo scritto una lettera abbastanza incazzata alla Fornero perchè l’Inps voleva indietro gli assegni familiari (569 euro) del periodo in cui Beba (mia moglie) campava di collaborazioni (neanche co.co.pro..). La ministra mi rispose dicendo che “avrebbe approfondito e mi avrebbe fatto sapere” . Figuriamoci…
Per quanto lo ritenessi ingiusto io naturalmente pagai. E male feci…
Addì 24 gennaio 2014 ho ricevuto una raccomandata dell’Inps in cui mi si chiede di pagare (di nuovo!) i famosi 569 euro…
Ovviamente un errore, ma ovviamente l’onere della prova spetta al sottoscritto che adesso deve rintracciare gli estremi del bollettino che feci nel 2012, mandare una raccomandata, magari andare alla sede inps a mostrare le carte perdendo un mare di tempo: la solita trafila.

E ovviamente se non avessi pagato all’epoca facendo un po’ il furbo adesso non avrei il problema di ricominciare tutto da capo.
Insomma la solita vicenda kafkiana.. Che dire? L’Italia è il paese che amo..

http://www.corriere.it/inchieste/reportime/societa/cittadino-scrive-ministro-fornero-se-perdo-lavoro-mi-bastoni-se-ritrovo-mi-premi-/b30eae18-0caf-11e2-a61b-cf706c012f27.shtml

Italicum: ecco i quattro cambiamenti irrinunciabili

leggeVisto che  Renzi si ritiene l’unico che ha delle idee gli diamo una mano. Il suo “Italicum” è una porcata, ma se davvero si vuole quel tipo di impianto si può fare: a patto di prevedere quattro semplici differenze (ma decisive), a mio modo di vedere irrinunciabili per rendere questo sistema elettorale se non giusto quantomeno decente e non anticostituzionale:
1) Il premio di maggioranza viene assegnato al partito/coalizione vincente che supera il 45% e non potrà essere maggiore del 10%, assegnando al vincitore il 55% dei seggi della Camera.
2) La soglia di sbarramento viene prevista al 3% per i partiti coalizzati, e al 5% per quelli non coalizzati. (rispetto al precedente “porcellum” con questo sistema nel 2013 sarebbero rimasti fuori anche Udc, Fratelli d’Italia e Centro Democratico e i partiti in Parlamento sarebbero solo 6: Pd – Pdl – M5S – Scelta Civica – Lega – Sel, quindi non ci sarebbe alcuna dittatura dei “partitini” ma sarebbe garantita un minimo di rappresentanza)
3) Il Ballottaggio. In caso nessun partito/coalizione raggiunga il 45% vanno al ballottaggio le due formazioni che hanno raccolto più voti.
Per andare al ballottaggio sono validi i voti espressi ai partiti della coalizione. Se uno o più partiti all’interno di una coalizione non raggiungono il 3% il voto espresso a quel partito vale solo per la percentuale della coalizione e concorre a determinare le liste che andranno al ballottaggio, ma in ogni caso quel partito non esprimerà Parlamentari.
4) La preferenza. All’interno di ogni collegio si vota con lista aperta: si può dare dunque una preferenza al candidato del proprio partito.

Legenda:
punto 1: se si costruisce un sistema a doppio turno con ballottaggio è assolutamente necessario alzare l’asticella del premio di maggioranza che si deve avvicinare il più possibile al 50% dei voti. Altrimenti non si vede perché di debba andare al secondo turno…
punto 2: abbassando la soglia di sbarramento al 3% e al 5% si ottiene un grandissimo sfoltimento rispetto al porcellum, che prevede la rappresentanza sopra il 2% per i coalizzati ma anche il ripescaggio del primo partito sotto quest’asticella. Inoltre si alza la soglia per i non coalizzati dal 4% al 5%, come in Germania. Questo significa che un partito che si presenta da solo per entrare in Parlamento è necessario che raccolga quasi due milioni di voti, che non sono pochi. Al tempo stesso è assolutamente democratico e anche auspicabile che una forza politica che ha quasi due milioni di voti sia rappresentata in Parlamento.
punto 3 : il sistema del ballottaggio consente anche in assenza di una coalizione vincente oltre il 45% di determinare una chiara maggioranza di Governo. Al tempo stesso garantisce che all’interno delle coalizioni i partiti siano rappresentati, ma solo se superano al primo turno il 3%, questo impedirà il proliferare di liste “civetta” e listini messi dentro alle coalizioni solo per ragioni identitarie. Col porcellum infatti entra anche il primo dei partiti coalizzati che non raggiunge il 2%, pure se prende lo 0,5%…
punto 4: la Corte Costituzionale è stata chiara: i partiti possono selezionare i loro candidati come vogliono, attraverso una scelta diretta, con le primarie, etc. ma alla fine l’elettorato deve poter esprimere una preferenza. Si elimina quindi il sistema delle liste bloccate presente nel Porcellum e rimasto tale e quale nell’Italicum di Renzi/Berlusconi.

Paolo Soglia

Perchè “L’Italicum” è una legge truffa

legge truffaLa nuova legge elettorale, “L’Italicum” renziano, è una nuova legge truffa.
Non è altro che un porcellum 2.0, vediamo perchè:
1) Il premio di maggioranza. La Consulta ha definito incostituzionale il Porcellum perchè non fissava una soglia certa superata la quale si potesse ottenere un premio di maggioranza. Si dirà che ora questa soglia esiste, ma si omette un particolare: che nel formulare il loro ragionamento i costituzionalisti partono dal concetto che del cosiddetto premio possa avvantaggiarsi quel partito o quella coalizione che pur avvicinandosi molto alla maggioranza non riesca a ottenerla. Nell’Italicum invece il premio è fissato ad appena un terzo dei voti (35%) sufficienti per ottenerne in dote più della metà (18%) per arrivare oltre il 50%. Dunque si presta agli stessi dubbi di Costituzionalità della legge precedente.
2) Soglia di sbarramento. Mai un sistema elettorale dall’impianto proporzionale (com’è l’Italicum) ha previsto un’asticella per l’ingresso in Parlamento all’8%. Nemmeno il sistema tedesco che è particolarmente restrittivo la prevede, infatti in Germania è al 5%. Viene posto poi un secondo sbarramento (al 5%) per “i partiti coalizzati”: un modo per far diventare qualsiasi lista secondaria null’altro che una lista civetta, buona per portare voti alla coalizione del partito principale ma del tutto inutile sul piano della rappresentanza, visto che i grandi partiti già attestati attorno al 30% hanno a quel punto la strada spianata per drogare con una forzatura consentita dalla legge la loro “vocazione maggioritaria” e ottenere in premio tutto il potere.
3) Liste bloccate. Qui siamo alla vera e propria porcata: quella che fino a ieri era denunciata da tutti come una “vergogna”, il vulnus più grande del porcellum sonoramente bocciato dalla Corte Costituzionale, e cioè l’assenza della possibilità per l’elettore di sciegliere il proprio rappresentante all’interno della sua coalizione, diventerebbe dalla sera alla mattina “giusto e santo” con tanto di benedizione di Don Matteo e del Cavalier Silvio. Negare agli elettori il diritto di esprimere una preferenza rimette infatti nelle mani delle segreterie (o nel caso dei partiti personali del solo leader) la scelta di chi andrà a sedere in Parlamento, aumentando a dismisura il vassallaggio dei “nominati” nei confronti del leader medesimo: una platea di fedelissimi funzionali solo alla perpetuazione del potere del proprio capo da cui dipendono in tutto e per tutto.

La legge truffa ha i numeri per passare perchè si basa su un patto di ferro stretto tra Renzi e Berlusconi. E perchè in un paese esausto e sfiancato da anni di inciuci e immobilismo la retorica del “fare in fretta” ha una presa immediata: la gente è talmente schifata e stanca che è pronta a consegnarsi al primo ducetto di turno.
Renzi e Berlusconi insistono all’unisono nel dipingere il male assoluto nei piccoli partiti: e in questo c’è anche del vero perchè molta partitocrazia ha prosperato in comodi involucri del 2 o 3% costruiti esclusivamente per riprodurre il proprio ceto politico e le proprie clientele. Ma al tempo stesso mentono e ingannano quando equiparano il concetto di “minoranza” con quello del piccolo partito parassita, perchè i peggiori crimini in questo paese li hanno compiuti le “maggioranze”, assecondate nei loro scempi dal plauso dei conformisti e degli opportunisti . Se in questo paese c’è un barlume di civiltà, un minimo di giustizia e se c’è stato un riscatto nei momenti storici più drammatici, lo si deve solo a delle “minoranze”: minoranze di resistenti contro il nazifascismo, minoranze di cittadini (anche giudici, ma non solo) che non si sono piegati alla dominazione delle mafie, minoranze di lavoratori che hanno costruito e difeso quel poco che ancora rimane di Stato Sociale in questo paese.
Minoranze insomma che hanno saputo mettere il bene comune al di sopra della ragione di parte, riuscendo in qualche occasione a trascinarsi pure dietro il peso enorme del resto del popolo “sovrano”: diventando così, in qualche rara occasione, una “maggioranza”.

La sprezzante volontà di Renzi e Berlusconi di farla finita con queste “minoranze” non è molto dissimile da quella coltivata in ogni disegno autoritario: trasformare il Parlamento nient’altro che in un bivacco per i propri manipoli di fedeli e di cortigiani.

Paolo Soglia

I “dettagli” di Panebianco

Skema2_part2Panebianco Angelo è un noto politologo.
I politologi appartengono a una categoria di personaggi a me molto simpatici, che si distinguono dagli opinionisti sportivi per due ragioni: la prima è che a differenza dei primi non devono frequentare tv locali raccogliticce per sparar cazzate ma possono farlo con grande sussiego in ovattati studi di tv nazionali (con tanto di sala trucco), e la seconda è che il politologo spesso fa anche il politico, cosa vietata agli opinionisti sportivi che non possono allenare e trombonare sugli altri allenatori contemporaneamente.
Orbene, il nostro Panebianco non è in conflitto d’interesse, ma ne parliamo perchè se n’è uscito l’altro ieri sul Corriere con un pezzo onestamente penoso. Non solo greve, ma anche banale: di un leghismo d’antan. Un arido scritto teso a perorare un’immigrazione prona e meramente funzionale agli interessi economici dello Stato ospitante, come se il rapporto non fosse di scambio ma puramente mercantile, di sfruttamento della mano d’opera e riga. Insomma: pessimo.
E’ successo però che il sor Angelo oggi sia stato contestato dai collettivi studenteschi che gli hanno imbrattato di vernice la porta dell’ufficio in ateneo e l’hanno ripetutamente apostrofato, tentando anche di appiccicargli un cartello con un “foglio di via”. Il Corriere di Bologna lo definisce “un attacco anni ’70”.

Essere contestati non fa piacere a nessuno, e certamente Panebianco ne avrebbe fatto a meno. Essere contestati da un collettivo politico poi, si sa, non è mai un pranzo di gala… Personalmente non mi piacciono le contestazioni “ad personam” con tanto di coni d’asino e i cartelli da appendere al collo: penso che l’antico coro “scemo, scemo”  fosse – nella sua semplicità – ben più dissacrante, ma tant’è.. da qui a evocare subito i soliti anni di piombo però ce ne passa. Prima di alzar così la posta forse i redattori del Corriere dovrebbero rileggersi le cronache e intervistare altri protagonisti di quegli anni e scoprirebbero che la contestazione odierna a Panebianco (per quanto per lui possa esser stata sgradevole) con gli anni ’70 ha ben poco a che vedere.
Veniamo comunque al punto: nel pezzo si dà ampio spazio al professore per stigmatizzare l’episodio. Ovviamente Panebianco evoca il dialogo e sostiene che gli studenti non hanno compreso il suo pensiero, ma a mio avviso cade su una frase:  “Ho sentito i ragazzi accusarmi di essere razzista e citare il caso di Lampedusa” – lamenta il professore – “Ebbene, il mio articolo non riguardava certo i profughi il cui trattamento non è nella disponibilità del singolo Paese. È un dettaglio che davo per scontato.”
Ecco dunque dov’è mancato Panebianco: nella sua foga di regolare i flussi in modo produttivistico, selezionando per provenienza e credo religioso, si è scordato che stava parlando di esseri umani (come me e come lui).
Dettagli..

Paolo Soglia 

(la foto che accomuna un rettore con la feluca e due giovani teneri innamorati con la spranga è tratta dalla rivista fotografica “Skema” -1969 – numero monografico sulla “Contestazione”)

Le brevi: “Chi?”

chi2Il rottamatore non si ferma e manda in pensione anche “Europa”. Per Renzi il quotidiano del Pd diretto da Stefano Menichini (condirettore Federico Orlando) è troppo grigio e d’apparato: “Un ce la fo a leggere due righe che già m’ha rotto i coglioni…” ha simpaticamente dichiarato il segretario annunciando la svolta.
Il nuovo organo ufficiale del partito si chiamerà: “Chi?”, sarà un settimanale illustrato, e a dirigerlo è stata chiamata Marianna Madia (condirettore Alfonso Signorini).