Le iene, gli ignavi e gli utili idioti

iena
Il massimo risultato possibile per chi predica odio e semina intolleranza è vedere come la malapianta attecchisca con tanta rapidità. Salvini è arrivato a Bologna con lo scopo di attizzare un incendio e ha ottenuto esattamente quello che voleva.
Matteo Salvini è una iena e gli zingari sono una preda perfetta: in un momento di crisi durissima offrire in pasto a chi sta male dei capri espiatori, indicare a chi ha paura il nemico da colpire, comporta una rendita di posizione invidiabile.
Daltronde è uno schema utilizzato tante volte nella storia. L’ascesa del nazionalsocialismo si basava sugli stessi meccanismi: alla popolazione stremata dalla crisi economica si propose un nemico da odiare: “l’ebreo usuraio e speculatore”, origine e causa di tutti i mali che affliggevano il popolo tedesco.
Sappiamo come è andata a finire.
Detto che in un paese veramente democratico la provocazione della Lega sarebbe stata proibita per istigazione all’odio razziale da chi ha l’autorità e la responsabilità di farlo,
detto che il leader della lega andrebbe indagato per aver deliberatamente investito alcuni manifestanti, va detto anche dell’altro.

C’è gente altrettanto misera d’intelletto che pensa di opporsi a questi disegni politici molto ben collaudati con quattro schiaffoni dati a caso. Essi confondono la forza con le esibizioni muscolari e barattano la determinazione nella difesa di un principio con l’ebbrezza di un gesto violento.
Questa mancanza totale di elaborazione politica, ma anche di semplice discernimento, lungi dal contrastarlo porta inevitabilmente ad alimentare il fenomeno che si intende condannare.
Non solo: la mera violenza, unita alla stupidità, rappresenta una miscela pericolosissima.
Qualcuno ora si batte il petto per aver “scacciato il leghista”, ma Salvini porta a casa quello che cercava: biada per gli ignavi a cui offrire qualcuno da odiare, tutta pubblicità elettorale da incassare in termini di voti nelle urne. Il suo disegno è infatti molto semplice: diventare il Le Pen italiano traghettando l’usurato leghismo bossiano in un nuovo movimento di estrema destra che assorba anche le galassie neofasciste che gli gravitano attorno. E il disegno sembra funzionare benissimo.

L’operazione bolognese è stata ben preparata e ovviamente qualcuno ha abboccato. Salvini prima si è messo in mostra facendosi vedere solo soletto nei pressi del campo Sinti, poi ha travolto con la macchina un paio di manifestanti beccandosi qualche sassata. Subito dopo si è concesso ai microfoni dei cronisti lamentandosi dell’aggressione subita e chiedendo la “solidarietà delle Istituzioni”. Ha fieramente rivendicato il tentativo di “investire i balordi” e infine ha insultato sui social “i bastardi” che gli hanno rovinato la macchina. Tutto perfetto: i sondaggi lo premiano e lui gongola…
Alla fine a farne le spese, come spesso accade, è stato un bersaglio preso a caso: un povero cronista, braccato e pestato per il semplice fatto di lavorare al Resto del Carlino.
Stavolta, perlomeno, ho sentito anche voci che certo non possono essere annoverate tra i “nemici dei centri sociali” non solo prendere nettamente le distanze, ma parlare espressamente di atti sbagliati, controproducenti, che di fatto emulano quella stessa mentalità squadrista che si vorrebbe contrastare.
Ovviamente gli immancabili “avvocati difensori” di ogni cazzata rivendicano che a fare opposizione alle scorribande razziste e fasciste ci siano in campo ormai solo i centri sociali, mentre i “parolai” se ne stanno a casa. La qual cosa spesso è anche vera, ma è un teorema che potrebbe pure essere ribaltato: c’è gente che a forza di autoproclamarsi l’unico e solo rappresentante dell’antifascismo militante a suon di schiaffoni ha creato un gran vuoto attorno a sè, e i risultati politici si vedono tutti…

D’ora in poi, comunque, è bene che ognuno si prenda le proprie responsabilità: sia chi va in piazza, sia chi non ci va. Senza silenzi e senza sconti.
La deriva xenofoba e neo fascista che avanza non è più strisciante: è alla luce del sole e mira a generare anche in Italia un’Alba Dorata.
Questo disegno può essere contrastato solo con la più ampia partecipazione popolare possibile, a cominciare da quella delle associazioni, dei sindacati e dei partiti che formalmente si richiamano ai valori costituzionali ma che ormai sembrano slegati da ogni contesto sociale: semplici macchine elettorali al servizio del leader di turno, macchine da “accendere” solo quando in ballo c’è un’elezione e dei seggi da conquistare.
La situazione dunque è molto seria, complessa, e riguarda tutti: troppo seria per lasciare che a occupare la scena siano solo le iene, gli ignavi o gli utili idioti.

Paolo Soglia

Un pensiero su “Le iene, gli ignavi e gli utili idioti

  1. qual’e’ l’idiota piu’ utile?
    quello che nel bene e nel male prova ad affrontare le cose
    o quello che si nasconde dietro un dito?

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