Social e scrittura: non solo letame…

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E’ ormai un luogo comune stigmatizzare le schifezze che si trovano on line sui social. Come in ogni luogo comune dietro c’è una grande verità: siamo nauseati dal talebanismo, dal trollismo, dagli insulti gratuiti distribuiti a iosa, dalle violenze verbali e soprattutto dagli idioti banali che infestano la rete.
Tutto vero.
Però… come sempre succede c’è un’altra faccia della medaglia. Tanta gente che sa scrivere, e bene ! Spesso mi stupisco nel leggere articoli e post di emeriti sconosciuti, o di amici che conosco sotto altre vesti e mestieri, che pubblica pezzi lucidi, precisi, ma soprattutto ben scritti e brillanti.
Immediatamente il pensiero corre alla mia disgraziata categoria e alla sensibile perdita di qualità complessiva della scrittura nel giornalismo professionale: pezzi abborracciati, confusi, scritti in fretta e senza alcuna verifica. Per non parlare di grammatica e sintassi…

E che dire dell’arte dello scrivere? Un tempo c’erano “penne” sui giornali che leggevo a prescindere… Ora dopo 5 minuti che ho in mano un quotidiano mi addormento. Sul web invece trovo, a volte, anche piacevolissime sorprese: e non occorre che siano dei Fenoglio o dei Calvino, dei Bocca o delle Fallaci (Si proprio lei: la Fallaci ossessionata dall’islamismo era politicamente assai indigesta. Ma quella donna, come giornalista, scriveva da Dio…).

E’ un peccato che  gente così non venga valorizzata, ma tant’è.. I giornali seguono altre logiche (e visti i risultati delle vendite e dei bilanci non è che queste logiche stiano proprio pagando… ).
Quindi in alto i cuori: nel grande fiume si trovano a volte anche delle pepite d’oro…

Paolo Soglia

2 pensieri su “Social e scrittura: non solo letame…

  1. Non so scrivere ma me ne faccio una ragione.
    Non mi fanno tanta rabbia i troll poveri di spirito quanto i giornalisti di grido (non tutti) che dovrebbero fare un buon lavoro onesto e invece seguono le mode come dei pre adolescenti.
    Loro cresceranno (gli adolescenti) questi invece no.

  2. Credo che alla lunga la qualità paghi e comunque il caos e la pressappocaggine che caratterizza il mondo che ci circonda non deve induci a cambiare approccio.
    Sara

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