Mai fidarsi del copilota

copilota

Il copilota è sempre lì pronto ad aiutarti, a sostituirti se necessario. Ma a volte ti frega. Mai fidarsi del copilota…
Il copilota, nel gergo dei camionisti, è l’anfetamina. Una compagna silenziosa che ci si porta appresso nei lunghissimi viaggi, eterni, alla guida dei bisonti della strada. Per non fermarti mai, per non farti dormire. Poi c’è quella volta che… Ti frega.
E allora crolli di schianto e perdi il controllo del bisonte travolgendo tutto e tutti.

Il caso dell’aereo della Germanwings schiantatosi sulle alpi francesi è stato letto da tutti ma non ha suscitato molti commenti, come succede sempre per quei fatti che non ci si riesce a spiegare.
Poteva essere stato un guasto e invece no… Anche un attacco terroristico in fondo poteva essere accettato di più: il martire ideologizzato persegue comunque una sua logica.
Ma schiantarsi portando con se 150 persone ha un che di sopranaturale.
Chi di noi non ha pensato: “Ma non potevi atterrare e chiuderti in una stanza e spararti un colpo, testa di cazzo? O buttarti dal decimo piano?”

Di solito i suicidi mi inducono una infinita pietà e un grave rispetto.
In questo caso no… solo sconcerto.
Poi ho pensato anche agli altri. Quante volte avrà volato Lubitz non portando a compimento il suo proposito? Magari trattenendosi all’ultimo dal farlo, oppure – semplicemente – perché non si è creata l’occasione e quindi rimandando tutto al volo successivo…
Assieme alle 150 vittime ci sono in giro qualche migliaio di miracolati. Gente che ignara ha viaggiato con Lubitz e non si accorta di nulla, magari facendo anche l’applauso all’atterraggio.

Comunque la si veda, qualunque protezione si prenda, nulla potrà mai preservarci completamente dal rischio. Anche perché, chi più chi meno, tutti hanno un copilota dentro di sé pronto a prendere i comandi, ma nessuno sa cosa c’è nella parte oscura e cosa possa  accadere.

Paolo Soglia

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Beba, Micol e “L’ideologia del Gender”

dio e fan club

La mia amica Micol ed io siamo state a sentire le sentinelle contro il gender, ieri sera. Ci avranno sicuramente scambiato per una coppia gay cattolica, perché lei è pure incinta.Le cose rilevanti e interessanti per me per me sono state:

1- non si è fatto alcun riferimento preciso alla teoria del gender nella scuola, è solo stato detto (in una chiesa, che luogo insolito) che in alcuni asili si invitano i bambini alla masturbazione precoce. per sapere quali bisognava comprare il libro dell’avvocato che teneva la conferenza.
2- l’avvocato in questione ha presentato dati inesistenti o irrintracciabili. sia sui documenti relativi a questo misterioso programma di masturbazione dei bambini all’asilo, sia sui suicidi legati all’omofobia. sui dati io ho un po’ il pallino. e poi non capisco a quale titolo parlasse di psicologia e pedagogia un avvocato dal quale non mi farei difendere per il furto di una mela.
3- la tesi sostenuta tutto il tempo è che una legge contro l’omofobia è inutile sennò ce ne vorrebbe anche una sull’obesofobia.
4- sull’utero in affitto a pagamento ero in linea di massima d’accordo con lui.

Al termine dell’incontro la mia amica Micol ha invitato i circa 250 presenti a fare ciò che abbiamo fatto noi: andare a sentire un’altra campana. E ha invitato tutti alla veglia per le vittime dell’omofobia della sua parrocchia. Brusio, borbottii. Poi è successa una cosa strana. L’avvocato è andato via insalutato ospite e noi siamo state letteralmente circondate da una trentina di ragazze e ragazzi assolutamente stupiti dal fatto che fossimo andate ad ascoltare cose su cui eravamo in totale disaccordo. Uno di loro mi ha anche invitato a parlare al loro gruppo di cl. Se trovo un buon antigastrico magari ci vado. Sono stati però tutti molto pacati, eccetto l’avvocato che è stato davvero in malafede e arrogante.

Ecco le situazioni che mi hanno colpito di più:
1- Un ragazzo mi ha detto che se io voglio fare la fecondazione eterologa non posso, perché io non posso fare quello che voglio e la verità è una, e una soltanto. Gli ho sorriso e tristemente ricordato che questo è esattamente il ragionamento che fa uno sgozzatore dell’ISIS. Ha ritenuto di non voler continuare la discussione e se ne è andato senza salutarmi. I due che lo accompagnavano si sono scusati per lui.
2- Una ragazza piuttosto aggressiva mi ha detto: “A me non interessa se vuoi sposare un’altra donna. Non è buono per te, non ti fa bene io ti impedirò di farlo.” Purtroppo ho ceduto all’ironia, che mi ero ripromessa di tenere a freno, e ho risposto: “Ho notato che hai il sedere un pochino grosso. Non ti fa bene mangiare dei biscotti e io non ti permetterò di comprarli.” Anche lei è andata via saltando i convenevoli.
3- Il mio incontro preferito è stato un prete altissimo dal simpatico accento francese, genuinamente convinto che se si permette a un bambino maschio di giocare con il ferro da stiro diventerà gay. Ci stavo litigando così bene ma poi a un certo punto se ne è uscito dicendo che la libertà non può essere il senso ultimo della vita, e di pensare a quanti massacri sono stati fatti durante la Rivoluzione Francese in nome della libertà. Ho chiesto se avesse tenuto il conto anche dei massacri perpetrati in nome di Dio, ma evidentemente il conto è più difficile da tenere a mente. Anche lui mi ha abbandonato guardandomi con la compassione che si riserva a coloro che certamente marciranno all’inferno.

In conclusione, ho trovato poca “pietas” ma tanta paura. Credo che quando ci sono cambiamenti importanti nella società, succede sempre. Io voglio difendere la libertà senza diventare altrettanto cattiva, o spaventata, o assertiva. Speriamo di riuscirci.

Beba Gabanelli

La festa bolognese dell’ipocrisia e del conformismo

746147 procesione dei Battenti di Guardia Sanframondi,

La polemica politica scatenata nei confronti del Cassero per la serata “Venerdì Credici” contiene tutti gli elementi che caratterizzano l’attuale livello del dibattito bolognese: un festival dell’ipocrisia e del conformismo.
Politici e commentatori che solo un mese fa si sbracciavano per far vedere che anche loro  “erano Charlie” adesso fanno a gara a chi fa il fervorino più accalorato.
Particolarmente triste, in questa poco nobile competizione, la figura fatta dal Sindaco Merola che addirittura minaccia: “vigilerò perchè questi fatti vergognosi non si ripetano”.
Verrebbe da dire: e con che diritto vigilerà? E’ forse il Sindaco di una città il tutore dell’ortodossia, il fustigatore della morale pubblica, o il sanzionatore del (presunto) reato di blasfemia?
No, non lo è. E se posso permettermi un’ipotesi neanche tanto ardita penso che lo sdegno che in pubblico manifesta Merola sia ben più amplificato di quel che realmente pensa nel privato.
Che poi si tirino in ballo 4 danari, in una città che regala milioni alle scuole private cattoliche in spregio alla Costituzione e a un referendum che ne ha sancito, col voto, l’inopportunità appare ridicolo e singolare. Sempre a vedere la pagliuzza e mai la luna, vero caro PD e caro Virginio?
Ma l’ipocrisia è fatta così: prevede che se si levan gli scudi da via Altabella suoni anche il campanone a Palazzo D’Accursio.

Per cosa poi? Per una festicciola scema e una foto di cattivo gusto pubblicata su facebook; una foto che fa veramente cagare, ma per la quale chiedere una “pubblica abiura” e minacciare sanzioni al Movimento Gay tutto, dalle Alpi alle Piramidi, appare un tantino eccessivo.
Anche perchè se si scandalizzano tanto si vede che il Cassero negli ultimi trent’anni l’hanno frequentato poco, visto che non è certo la prima volta che vengono fatte feste mascherate che hanno per tema la Chiesa e i suoi simboli. Certo, prima non c’erano gli smartphone e i social, e si poteva far finta di nulla (ipocrisia canaglia…).

Ebbene, non hanno forse diritto i cattolici (alcuni cattolici) a sentirsi offesi? Certo perchè è un sentimento personale assolutamente legittimo, come quello che prova un musulmano quando vede il Profeta sputazzato su un giornale.
Anch’io, nel mio piccolo, da ateo e laico, da marxista positivista, o semplicemente da persona libertaria, mi sento a volte offeso dalla carica aggressiva, intimidatrice e in alcuni spiacevoli casi addirittura criminale che in nome di tutte le religioni molti presunti credenti pensano di dover riversarmi addosso.
Ma so distinguere e so pure accettare che le manifestazioni altrui, quando non ledono alcuna legge della Repubblica, nè mettono in pericolo l’incolumità di terzi (nè la libertà di terzi) bisogna saperle accettare.

Anche quando mi irritano profondamente, anche quando d’istinto mi verrebbe da impedirgliele. Perchè altrimenti son tutti Charlie, col culo degli altri…

Paolo Soglia

ps
A proposito di libera stampa: quest’articolo non verrebbe mai pubblicato da alcun quotidiano di Bologna. Probabilmente perchè è brutto, volgare e scritto male, ma ho il sospetto che non siano le uniche ragioni…