Grecia: sparigliare ancora, annullare il referendum

The famous photo - fountain Nelle situazioni eccezionali, così come nelle guerre di movimento, bisogna prendere decisioni estreme in tempo rapidissimo. Lo dico alle ore 23 del 30 giugno (tra un’ora, un giorno, nulla sarà come adesso). Ritengo che dopo la riapertura della trattatativa da parte di Junker, e l’immediato irrigidimento dei falchi e della Merkel, il governo Greco dovrebbe nuovamente spiazzare l’avversario.
Annullare il referendum fino a a che non sia dato esito alla trattativa. La mossa del referendum infatti aveva spiazzato l’Eurogruppo, però nelle ultime 48 ore si sono riorganizzati: cavalcandolo. Hanno perso ogni pudore di ingerenza e hanno fatto aperta campagna per il “SI”. Molto probabilmente lo vinceranno…
Bene. Ora Tsipras dovrebbe annullarlo: hanno riaperto la trattativa? Si tratti allora, a oltranza. Togliendogli l’arma a doppio taglio della vincita nelle urne referendarie, che imporrebbe le dimissioni del Governo in caso di sconfitta, si troverebbero nuovamente in un vicolo cieco.
Ragazzi: siamo a Stalingrado, si arretra, si arretra, ma poi la terra finisce: dietro non c’è più nulla, quindi adesso o si avanza, oppure….

Paolo Soglia

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Rischio “Allende” per Tsipras?

E’ iniziata la fase due: la destabilizzazione della Grecia. I continui tentativi dell’arpia Lagarde di alzare l’asticella per far fallire un negoziato che era in dirittura d’arrivo non hanno alcun motivo tecnico. La distanza tra il debitore e le richieste dei creditori era ormai assotigliata a 300 milioni: in termini macroeconomici è più o meno il costo di tartine e frizzantini che l’FMI spende per i suoi vertici internazionali.

La realtà è che gli Usa non si fidano e temono che la Grecia finisca nell’orbita di Mosca. Uno scenario con Putin che sbarca sull’egeo e controlla il mediterraneo è per loro inaccettabile. Dunque, dopo aver provato a comprarlo adesso l’alternativa è abbatterlo. Ieri in Belgio si è svolto un summit coi capi delle opposizioni greche. Obiettivo: preparare un governo di “salvezza nazionale” ligio sia economicamente che politicamente. Una mano potrebbero darla anche le frange estremiste anarchiche o della stessa Syriza che abilmente manovrate provochino disordine, manifestazioni e contestazioni a Tsipras “da sinistra”.

Il golpe è pronto. Non coi carri nè bombardando la Moneda, nè coi colonnelli. Temo che entro domani venga posto a Tsipras il classico ultimatum irricevibile: accettare condizioni impossibili che portano alla sconfessione totale del programma elettorale e conseguentemente al tracollo del consenso. Tsipras non accetterà, ma l’alternativa è il famigerato “grexit”. A quel punto inizierà ad abbattersi sul paese una tempesta di inaudita potenza, dirompente: obiettivo il tracollo economico immediato, col blocco dei capitali, il blocco della fornitura delle materie prime e dell’energia  per mettere in ginocchio il paese e creare le condizioni per “ristabilire l’ordine”. Non esluderei nemmeno attentati e morti in piazza per aumentare la tensione… orchestrati da quelle forze di polizia e forze armate controllate da Alba Dorata. Non c’è da stare allegri, e soprattutto non si può commettere alcun errore.

Paolo Soglia