Chiagni e Fotti

©CRISTIAN GENNARI CITTA' DEL VATICANO 24-3-2006 PIAZZA S.PIETRO PRIMO CONCISTORO INDETTO DA SUA SANTITA' PAPA BENEDETTO XVI CHE CREA 15 NUOVI CARDINALI IMPOSIZIONE DELLA BERRETTA E L'ASSEGNAZIONE DEL TITOLO O DELLA DIACONIA S.E. CARD. CARLO CAFFARRA

Chiagni e Fotti (significato – da Wikipedia):
L’espressione vernacolare napoletana chiagni e fotti (o chiagne e fotte[1]; in italiano: «piangi e fotti») è un volgarismo che costituisce una formula proverbiale della tradizione partenopea. Viene usata, di solito, per sottolineare e stigmatizzare un tipico atteggiamento umano, opportunista e ipocrita, esibito da alcune persone che sono solite indugiare in lamentazioni proprio in quei momenti in cui le cose, per loro, vanno a gonfie vele.

Ed eccoci alla cronaca bolognese. Faac è uno dei primi tre gruppi al mondo: la Curia di Bologna che ne è proprietaria incassa un dividendo annuale, di profitti, pari a 5 milioni di euro.
E Caffarra gode. Poi, svestiti i panni di azionista e messi quelli da Cardinale, lo stesso Caffarra respinge sostanzialmente l’invito del Papa ad accogliere i rifugiati (prende solo quelli “conosciuti”, un po’ come al ristorante, in cui si sceglie dal menù…).
E si permette pure di fare “il piantino” invitando i fedeli ma soprattutto le istituzioni pubbliche a cacciare danari per sostenere la (presunta) accoglienza nelle strutture ecclesiastiche.
Insomma: “chiagne e fotte”.

Paolo Soglia

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