Merola governa “per procura”?

merola ronchi

E’ una domanda che ci eravamo già fatti e che non ha ancora avuto una risposta.
Le straordinarie e repentine giravolte del Sindaco nel valzer delle alleanze in vista delle Comunali lo hanno portato a passare dal piano “A”: caloroso appoggio di liste civetta “de sinistra” costruite su misura per lui dal fido Assessore Ronchi e auspicabilmente dalla Frascaroli e dai consiglieri di SEL presenti in maggioranza, al piano “B”: via tutti, Ronchi licenziato, la Frascaroli che si defila, La Torre in imbarazzo, all’angolo, (“se vuole andarsene se ne vada pure” le ha detto il sindaco) e porte aperte a nuovi compagni di viaggio, non ancora annunciati ma già identificati e consenzienti.
Si tratta dei centristi Alfaniani, più nello specifico di quell’area politica che fa riferimento a Lupi e a “Comunione e Liberazione”.
L’accordo è già fatto, adesso si tratta di farlo digerire, ma non servirà nemmeno l’Alka Seltzer: nella pancia del PD al giorno d’oggi ci può stare di tutto, se a Roma si va a nozze con Verdini figuriamoci se a Bologna non si può far lo stesso con la Castaldini.. Un gioco da ragazzi.

C’è però un aspetto da chiarire: quanto di questo valzer passa dalla testa del Sindaco e quanto invece gli passa sopra la testa?
Sarebbe interessante scoprirlo: il botto è stato il caso “Atlantide”, una vicenda che si trascinava stancamente da tre anni e che certo non sembrava così deflagrante per le sorti della Giunta, a meno che…

A meno che qualcuno non abbia fatto sapere a Merola che era in arrivo un’altra denuncia e gli abbia contestualmente (diciamo così…) “indicato la direzione da prendere”.
Ne parla apertamente oggi Andrea Chiarini sul suo blog, ma l’indiscrezione circolava da giorni. Bene, allora delle due l’una: il Sindaco in carica sta svolgendo il suo mandato in piena autonomia, assumendo decisioni (criticabili o meno) solo sulla base della sua valutazione amministrativa e politica, oppure è all’angolo, terrorizzato dagli avvisi di garanzia che possono capitargli sulla testa da un momento all’altro, magari nel momento meno opportuno, in piena campagna elettorale?

L’interrogativo è legittimo e la risposta necessaria, perchè nel secondo caso vorrebbe dire che il potere politico amministrativo in questa città è stato messo sotto tutela da altri poteri che esercitano una sorta di amministrazione parallela.
La cosa non deve preoccupare solo chi attualmente è in carica, ma anche (soprattutto) le opposizioni che si stanno organizzando per aprire una nuova stagione politica cittadina, perchè è ovvio che appena si entrerà nel vivo della competizione, magari con la volontà di restituire alla politica il suo primato, in un rapporto reale e trasparente con i cittadini, chi ha fatto ormai l’abitudine ad amministrare “per procura” non starà a guardare…

Paolo Soglia

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