Quel pomeriggio di un giorno da cani

sgombero
Non ho parole, sto cercando di metterle insieme.
Me ne viene in mente una sola: solitudine.
Oggi pomeriggio ero li, davanti alla nuova sede del Comune di Bologna, uno tra i tanti di fronte ai blindati mentre sgomberavano 250 persone da uno stabile, bambine e donne per strada e uomini sui tetti, a resistere (fino a quando? Per che cosa?).
Tutto intorno a me ci sono attivisti dei centri sociali, giornalisti e fotografi, cittadini del quartiere e impiegati del Comune.
A un certo punto ho visto un mio caro amico, che incidentalmente è anche consigliere comunale, e appena mi sono avvicinato si è messo a piangere.
lo conosco da trent’anni e non lo avevo mai visto piangere.
C’era tutta la frustrazione di chi prova a mettercela tutta ma ormai la situazione è sfuggita di mano.
A Bologna non c’è più un’amministrazione, non c’è più la politica.
Bologna è stata commissariata: dal Questore Coccia, dal Prefetto, dalla Procura, e il deserto avanza…
Oggi è stata scritta una delle pagine più buie della storia recente di questa città; questa Giunta se ne deve andare, se ne andrà, anzi se n’è già andata.
Ma c’è da costruire quello che verrà dopo. Non sarà facile, ma bisogna provarci.

Paolo Soglia

(Rubo queste foto al mio amico Paolo Righi che raccontano meglio di come vorrei quello che non riesco a dirvi)
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