Le citoyen Soglia ha firmato…

Coalizione Civica

Ieri come tanti altri ho firmato per la costituzione dell’Associazione Coalizione Civica per Bologna. Perchè?
Perchè è un’idea. E come tutte le idee ha bisogno di prender corpo.
La Coalizione, al momento, non è un soggetto politico costituito. Ma non deve restare nemmeno un mero “contenitore”.
Deve, a poco a poco, prendere forma e farsi sostanza. E’ importante però mantener ben salda una cosa. “L’idea”, appunto.

E l’idea è che la Coalizione Civica non nasce per aggregare “la sinistra”, dove per sinistra si intende il coacervo di partiti, gruppi o movimenti che come soggetti politici costituiti vi si riconoscono. No. Quella roba lì non solo non funziona, ma non è nemmeno (per me) interessante.
L’idea, quindi, non è di dar vita all’ennesimo “nuovo soggetto politico” (sai poi la novità…). Ma è l’idea di costruire un nuovo processo di formazione dell’identità politica.
Che è una roba assai più complessa..
Dunque, personalmente, ho firmato perchè trovo più interessante rispetto alle operazioni aggregative di soggetti politici, provare a costruire un’aggregazione individuale di cittadini (Les Citoyens, per dirla alla rivoluzionaria…).

Dove ci porterà tutto questo? Non lo so. E qui sta il bello e l’insidia della cosa.
Sarà l’Assemblea dei Cittadini della Coalizione a stabilirlo, in tutto e per tutto: deciderà i propri organi, i propri progetti, i propri candidati.
E visto che le idee camminano sulle gambe delle donne e degli uomini sarà ognuno di coloro che faranno parte de l’assemblée de les citoyens ad assumersene la responsabilità, i meriti o gli errori. A determinare successi o fallimenti.

Marchons,
Allez en avant et la foi vous viendra…

Paolo Soglia

Annunci

Il giorno degli sciacalli

sciacalli
Oggi è il giorno degli sciacalli.
Il giorno in cui tutto l’immondezzaio idrofobo e fasciorazzista europeo, in primis Salvini e i fascio-leghisti italiani, assieme ai fronti nazionali lepennisti, alle albe dorate e ai neonazisti dell’est europa urlano e fanno la voce grossa.
Tutti seduti attorno ai cadaveri mutilati di Bataclan, ognuno di loro con un brandello di carne in bocca.
Il loro odio portato indistintamente verso la popolazione migrante che, ricordiamolo sempre, del terrore dell’Isis e delle guerre egemoniche scatenate da tutte le potenze  in quell’area è la prima vittima, servirà solo a inasprire ancora di più il conflitto. Anzi: con la loro propaganda che attacca indistintamente ogni persona che parla arabo o ha la pelle più scura della nostra, essi diventano, in effetti, volenti o nolenti, i complici nonchè i migliori alleati inconsapevoli dei nazislamisti del Califfato: una sorta di centro di reclutamento irresponsabile .
Infatti, più spingeranno perchè l’Europa aumenti la discriminazione interna ed esterna tra le popolazioni, più nasceranno in Europa nuovi giovanissimi martiri pronti a fucilare a sangue freddo, a sgozzare davanti alle telecamere e a farsi saltare in aria.
E dall’altro lato, l’operazione politica scellerata di far coincidere il sedicente Califfato con tutto il mondo musulmano, di fatto incorona e mette sul piedistallo questo agglomerato di tagliagole, spietati e ideologizzati, ponendoli – idealmente – a capo di un miliardo di persone.
E questo, quando si combatte una guerra, è peggio di un crimine: è un errore..

Ebbene, quello che è ormai ovvio a tutti è che la battaglia che dobbiamo combattere è su più fronti e quello militare, paradossalmente, non è quello più insidioso.
L’Isis si espande sfruttando tutte le divergenze politiche tra le potenze dell’area: non vi è alcuna Coalizione Internazionale che realmente lo combatta, tutti fanno un doppio o triplo gioco sfruttando la presenza dei nazislamisti sul terreno per fare i propri interessi e aumentare le proprie aree di influenza. Alcuni addirittura, siano gli Stati del Golfo o la Turchia, li proteggono e finanziano sottobanco.
Se (e dico se) intendi davvero spazzar via gli uomini neri dalla Siria e dall’Iraq è evidente che devi anche avere un accordo politico saldo, a livello mondiale, su quello che accade sul terreno un minuto dopo. L’esempio libico e le “valorose coalizioni di bombardieri” messe in piedi per scacciare Gheddafi e spartirsi il bottino sono il plastico esempio del contrario: tutta manna dal cielo, tutti nuovi territori regalati al Califfato.

Chi come tanti di noi in questo momento è triste e disperato per quello che è successo ieri a Parigi, è al tempo stesso pieno di rabbia. Certo.
Perchè colpendo Parigi non si colpisce solo il paese che ha deciso di bombardare recentemente la Siria, come ritorsione. Certo, anche quello.
Ma la nostra rabbia parte da motivi esattamente opposti a quelli che animano i Salvini e i fascisti europei, la nostra rabbia è per l’attacco sanguinoso ai principi fondanti sanciti con la Rivoluzione del 1789, quelli che non solo gli uomini del Califfato odiano ma anche le estreme destre europee ogni giorno negano o vilipendono.
Con l’attacco a Parigi si vuole colpire – soprattutto – il paese e il popolo che affermò i principi fondanti dell’era moderna: il Paese che con la sua Rivoluzione ha portato il mondo fuori dal medio evo inaugurando una nuova era, proclamata in tre parole:  “Liberté, Égalité, Fraternité”.

Libertà, con la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (1789), che significa anche proclamare la laicità dello Stato e il primato della Ragione in opposizione all’oscurantismo e alla prevaricazione della Religione.
Eguaglianza, poichè tutti gli uomini nascono eguali ed eguale deve essere la Legge, per tutti, indipendentemente dalla condizione sociale, ponendo così fine al dominio autoritario della nobiltà e del clero.
Fratellanza, che esprime il senso della statura morale di chi si eleva dalla barbarie: “non fare ad altri ciò che non vorreste fosse fatto a voi”.
E dunque pure ora, in un momento di grande rabbia, nessuno deve cedere alla barbarie.

Che fare allora concretamente? Bisogna riconquistare cuori e menti a questi principi, non lasciandoli sbiadire e dimenticare, o peggio farli diventare orpelli per monumenti o frasi fatte da metter sulle banconote, ma bisogna lottare ancora per essi, inverandoli.
Dunque, nè cristiani nè ebrei nè musulmani, ma tutti laici per affermare la Laicità dello Stato. Non più chiusure identitarie, più sofferenze e discriminazioni, ma molta più accoglienza e solidarietà. Non più razzismo ed esclusione sociale ma più scuole pubbliche e più cultura.
E infine, e soprattutto: bisogna combattere senza quartiere l’egoismo economico, l’avidità speculativa senza scrupoli, l’accumulazione per i pochi e l’austerità imposta ai tanti, tutte cose che oltre a produrre povertà sono il perfetto brodo di coltura per ogni ideologia totalitaria.
Perchè puoi bombardare il Califfato e uccidere tutti i jihadisti nazislamisti che incontri, puoi combattere a Kobane e riconquistarla come fanno i valorosi combattenti Curdi, ma se non riconquisti i cuori e le menti sarà tutto inutile perchè per ogni militante ucciso ne nasceranno altri cento, pronti a muovere in guerra, sia in Medio Oriente che in ogni città d’Europa, con tutta la crudeltà e la determinazione di cui sono capaci quelli che hanno nulla o poco da perdere.

Paolo Soglia