Buoni propositi 2016, la Riforma del Secolo (una roba epocale, che a noi il Renzi ci fa una sega)…

tasse
Lo Stato Italiano non si limita solo a riempirti di tasse, a lui piace farti soffrire: le suddivide in centinaia di tributi piccoli, medi e grandi, fatti con calcoli astrusi e imponderabili, aliquote chilometriche risolvibili solo con complicatissime equazioni, il tutto distillato come una tortura in ogni periodo dell’anno per non farti mai “passare a’ nuttata”.
Inoltre ai nostri governanti piace anche prenderti per il culo, e quindi dopo avertene aggiunte tre a cui hanno cambiato nome dieci volte per disorientarti, te ne tolgono una e vanno subito in TV a vantarsi dicendo che devi essergli grato…
Ebbene, pagare per pagare cerchiamo almeno di eliminare il sadismo. Per risolvere questa penosa situazione ecco la mia proposta di riforma tributaria:
La LETTERA AMICHEVOLE DI TASSAZIONE UNICA E INDEROGABILE.
Si tratta di una semplicissima lettera scritta a mano, in busta anonima, che verrà inviata una sola volta all’anno a ogni contribuente e che contiene un solo tributo,
ecco il testo:
Ciao caro “cittadino” italiano, sono il tuo amico Stato (ma anche la Regione, il Comune, l’Iva, l’irperf, l’imu, la tasi, la tari, la tarsi, la tares, i contributi, l’accisa della minchia, il consorzio di Bonifica di stocazzo, lo stramaledetto Canone Rai che ti fa cagare, il Bollo auto, il controllore della tua caldaia, il gommista per il cambio gomme, e qualcos’altro – mica posso ricordarmele tutte, a volte anch’io me ne scordo qualcuna… –
Insomma siamo noi: siamo tutta l’allegra congrega che ti rompe il cazzo ogni minuto).
Parliamoci chiaro: ti consideriamo una brutta persona, da sempre.
Certo, noi sperperiamo gran parte del denaro pubblico raccolto, siamo molto corrotti e ce ne fottiamo alla grande di te destinandoti le briciole e tagliando lo Stato Sociale, la tua pensione, la scuola, la sanità e i servizi pubblici. Ma tu di contro non fai altro che cercare di incularci per non pagare (si lo so, adesso me la meni che te le tasse le hai sempre pagate… si, buona questa. Col cazzo! Incasso il grosso solo perchè ti trattengo la maggior parte in busta paga, stronzone, perchè altrimenti… non mi far parlare).
E poi chi sei? Cosa vuoi? Mica sei una multinazionale che fattura miliardi e li iscrive all’estero, nei paradisi fiscali, e io son costretto ad andar lì a chiederne un po’ indietro col cappello in mano e quando mi danno l’obolo devo pure ringraziare.
Ma almeno quella è gente che lavora, e poi comandano loro… Mentre te sei uno sfigato.
Comunque bando alle ciance: per venirti incontro, caro sfigato, abbiamo eliminato tutte le tasse raggruppandole in una sola unica scadenza,
Questa:
Per il 2016 caccia xxxxx,xx euri.
Tutti, stramaledetti e subito.
Ti sembran tanti? Cazzi tuoi. Ma almeno li paghi una volta sola… 
E poi chi si è visto si è visto. Non ti pare una bella trovata? (occhio però che se fai il furbo ti vengo a cercare).
Stammi bene, bastardo
Firmato
Il tuo amico Stato
Paolo Soglia
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Gustapane provoca su Làbas per umiliare la libera espressione politica, Questore e Prefetto sulla sicurezza dovrebbero dimettersi…

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Leggiamo quasi di sfuggita, stamattina, che il PM Gustapane – appena alzato – ha dettato il suo ultimatum decretando il prossimo sgombero di Làbas, centro sociale ubicato nell’ex Caserma Masini, e di altre strutture occupate per problemi di emergenza abitativa.
Scrive giustamente l’amico Giovanni Paglia: “Lo sgombero di Làbas dalla Caserma Masini non dovrebbe nemmeno poter essere immaginato, per il valore sociale che lì si produce. Invece la Procura emette un decreto di sequestro a orologeria.
Stiamo parlando di un immobile pubblico, ancora in mano a CDP.
Io credo che spetti quindi alla politica determinare se in quello spazio debbano continuare e rafforzarsi le attività che in questi anni hanno arricchito Bologna, o avviarsi l’ennesima speculazione, di quelle che in questi anni l’hanno impoverita, portando al fallimento anche storie come quella della Coop Costruzioni.
Vogliamo trovare una buona soluzione, o ancora una volta attendere per inerzia che sia la Procura a praticare quella peggiore?”

Possiamo aggiungere ben poco a ciò che ha scritto Giovanni, se non che Antonello Gustapane è un giudice che da tempo si distingue per esercitare attraverso il suo ruolo di magistrato finalità politiche: in questo caso è evidente il tentativo di creare tensioni nella situazione politica bolognese. E’ noto a tutti che dall’esperienza di Labas stanno emergendo apporti concreti per la costruzione di un nuovo soggetto politico cittadino, persone che in modo responsabile e democratico intendono mettersi in gioco e proporsi per un Governo nuovo della città.
Chiaro dunque da parte di Gustapane e della Procura di Bologna il tentativo di stroncare sul nascere questa trasformazione politica del tutto nuova nel panorama cittadino, ed estremamente positiva. Il segnale  lanciato tende invece a provocare una tensione in città: l’obiettivo è spegnere la politica per alimentare lo scontro, costi quel che costi, precipitando la questione sociale in mera questione di ordine pubblico.
In realtà non di “ordine” si tratta, ma di provocare il “disordine” e mettere alle strette tutte le moltitudini di cittadini e cittadine che nella loro diversità si stanno Coalizzando, per poterle stringere all’interno della morsa dell’emergenza legalitaria e liquidarle come semplici escrescenze estremistiche da isolare e da cui rifuggire.

Il tutto avviene – paradossalmente – proprio nel momento in cui statistiche alla mano il Sole 24 ore pone la città di Bologna come la più “insicura” d’Italia. Personalmente credo che questo tipo di graduatorie lascino sempre il tempo che trovano, visto però come sono prese sul serio, viene spontanea una domanda: Se Bologna è così “insicura” di chi è la responsabilità? Chi esercita il potere inquirente e repressivo a Bologna? Chi è costituzionalmente tenuto a garantire “la sicurezza”?
Ebbene, la risposta è semplice: Prefetto e Questore, avvalendosi del lavoro della magistratura. Dunque se tanto mi dà tanto, davanti alla maglia nera di Bologna sul tema sicurezza dovrebbero emergere chiare e piene le responsabilità degli organi preposti, quindi Questore e Prefetto ne dovrebbero trarre le dovute conseguenze: dimettersi.
E’ evidente che se le mafie si estendono, il racket dilaga ed episodi di micro e macro criminalità si susseguono, queste persone non sono all’altezza del compito a loro assegnato.
Oppure, visto che nessuno in questo disgraziato paese ammette mai le proprie responsabilità, dovrebbero essere rimossi.

Siamo certi che non succederà, ma altrettanto stiano certi lorsignori che se intendono avocare a sé, in maniera impropria, il potere politico cittadino, per governare  attraverso organismi non elettivi, o per interposta Procura o Questura, questa volta dovranno fare i conti con le elezioni.
Il loro comportamento e i loro atti, pur coperti dalla mansione che ricoprono, vanno quindi letti e inquadrati per quello che sono: attacchi politici.
Ma Bologna città democratica, libera e antifascista non è disponile a subire ricatti, da nessuno.

Paolo Soglia