Fenomenologia del rancore italico

flame isolated over black background

Sono un automobilista, un ciclista e un pedone.

Quando vado in auto mi incazzo con quei ciclisti protervi che stracciano i semafori come fossero coriandoli: ad ogni incrocio, anche su strade cieche, arriva sempre il pirla che tira lungo e se non stai attento tu che stai guidando a fine giornata potresti averne stesi almeno una decina. Poi naturalmente mi stanno sul cazzo quelli che girano appaiati e in massimo grado quelli che si ostinano a girare lungo i viali e si guardano bene dall’usare la famosissima “tangenziale delle bici” – con cui ci hanno rotto le palle per anni – e che ha causato l’ingolfamento di tutti i viali di circonvallazione.
Ma oltre ai ciclisti nutro anche un certo rancore verso gli altri automobilisti con cui combatto ogni giorno sulle strade: gli idioti al volante sono in drastico aumento, senza contare l’invecchiamento della popolazione e l’abitudine a consentire anche a centenari che stanno in piedi solo perchè non tira vento di guidare i loro Bmw o Mercedes o utilitarie creando ingorghi pazzeschi.
Provo  poi una vera avversione per i motociclisti, sia quelli giovani e prepotenti, sia quelli sempre più anziani che guidano ai venti (rompendo i coglioni: perchè se hai la moto sotto al culo e puoi guizzare via veloce dall’inferno fallo no? Invece stanno li impalati come umarell che guardano un cantiere).
Infine detesto gli Apecar che vanno ai tre all’ora e riescono sempre ad occupare con traiettorie diagonali anche strade a tre corsie e i pedoni che non sanno stare al loro posto e invadono la strada in continuazione.

Quando vado in bici non sopporto quegli automobilisti del cazzo che mi guardano in cagnesco: vorrebbero uccidermi, lo sento.
Percepisco il loro incazzo mentre li guardo smadonnare tutti isterici in mezzo al traffico bloccato, tutti impazziti perchè devono andare a lavorare o portare i figli a scuola.
E poi guidano da bestie: beati i tempi in cui il problema era parlare al cellulare. Adesso chattano, gli imbecilli, scrivendo sul loro cazzo di smartphone mentre guidano, sbirciando la strada solo ogni tanto, di sottecchi.
E non solo loro: pure il ragazzotto in moto lo vedi guidare con una mano sola e a chattare con l’altra e io prevedo sempre l’ineluttabile schianto che però spesso non avviene per misteriose cause del destino.
E che dire dei pedoni? Razza inferiore, teme l’automobile, ma sta sempre in mezzo ai coglioni nelle piste ciclabili. Ma dico io, non hai visto che è una pista, coglione? Perchè non vai a passeggiare sulla tangenziale in mezzo ai tir se proprio hai del fegato?
E poi ci sono i pedoni che te la menano se fai dieci metri sotto un portico quando piove, o il Vigile Urbano bigotto – che non fa un cazzo tutto il giorno – che mentre tutto intorno a lui il traffico è in tilt e le macchine son parcheggiate in seconda fila ti ferma se fai una strada del centro in controsenso e si mette a farti la morale e a citarti il codice della strada: ma vai a dirigere il traffico, pavido essere, invece che stare in ufficio a scaldar la sedia tutto il giorno…

A me piace camminare. Se posso farlo non uso altri mezzi se non i miei piedi.
Purtroppo al pedone ne capitano di ogni: gli altri cosiddetti “utenti della strada” se ne sbattono di loro e li considerano dei “paria”. Quegli stronzi in auto tentano sempre di investirti sulle strisce pedonali, e anche quando ti fanno passare lo fanno con malcelato disprezzo, come a dire “te lo concedo, anche se mi fai perdere 20 secondi della mia merdosa vita, che adesso poi mi girano le palle che devo anche andare fino all’ipercoop a far la spesa…”.
Per non parlare di quelli che parcheggiano sui marciapiedi, belli impuniti, oppure che avendo il permesso da residente per passare su una strada pedonalizzata strombazzano protervi, pretendendo che tutti si facciano da parte, che devono passare loro.
Ma anche i ciclisti non sono da meno. Adesso hanno le loro cazzo di piste ciclabili con cui ci hanno fracassato la minchia per 10 anni e invece che fanno? sfrecciano a velocità supersonica su marciapiedi, sotto i portici, sfiorando i passanti e rischiando di travolgere anche i bambini. Non si fermano mai sulle strisce, o ai semafori, perchè tanto loro sono esenti da ogni regola e codice della strada.
I peggiori poi sono i ciclisti “ideologizzati” quelli che si sentono dei salvatori dell’umanità solo perchè vanno in bici, manco avessero fatto la Rivoluzione Francese o passato vent’anni in galera come Mandela. Si sentono “martiri e unti dal signore” e quando fanno le loro idiote “critical mass” spero sempre che prendano contro a un corteo di Tir di camionisti incazzati per l’aumento del prezzo del gasolio…

Infine una confessione.
Devo ammetterlo non sono un automobilista irreprensibile: quando guido non cedo il passo, accelero sui gialli (a volte tendenti al rosso), sgommo e smadonno , perchè ragazzi diciamocelo:  la strada è una giungla. Mors tua vita mea…
Anche quando pedalo, sentendomi più libero, mi prendo le mie libertà: se devo andare in bici e fare la fila ai semafori, fermarmi a ogni cazzo di striscia pedonale, non far le strade in controsenso o un pezzetto di portico, allora tanto vale che vada in macchina.
Quando son pedone mi trovo finalmente a mio agio, anche se ammetto che se c’è da far qualche “dispettuccio” ai protervi in auto in moto o in bici, non mi tiro indietro e spesso li guardo fisso negli occhi, quando si fermano, e li sfido. Come a dire: “Ti senti forte con un mezzo sotto al culo? Perchè non scendi da quell’auto o da quel sellino e ce la vediamo qui, su due piedi, da uomini? Vedrai che dopo fai meno lo sborone…” .

Ma è tutto inutile: tanto in sto cazzo di paese nessuno rispetta le regole…

Paolo Soglia

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