Sbatti il rave in prima pagina

Tocca sedersi un’altra volta “dalla parte del torto”…
I fatti riguardano il rave party che si è svolto nella Tuscia. Premessa: al sottoscritto dà fastidio persino un djset in via del Pratello figuriamoci quanto apprezzo un rave con musica techno sparata a mille notte e giorno, ma qui non sono in discussione i miei gusti personali, ma la descrizione dell’evento che ne ha fatto la stampa mainstream.

i Fatti: Il rave è cominciato nella notte tra il 13 e il 14 in un campo privato nella Tuscia tra Toscana e Lazio. La sera del 15 agosto Gianluca Santiago, un ventiquattrenne che si era tuffato nelle acque del lago limitrofo a dove si teneva il rave, scompare e il giorno successivo viene trovato morto. E’ in corso un’indagine della Procura di Viterbo per accertare le cause del decesso.
Contestualmente si registrano ragazzi con malori dovuti all’eccesso di alcool, al caldo e all’uso di sostanze stupefacenti che devono ricorrere alle cure di vari ospedali della zona.

Fin qui il racconto accertato di un evento discutibile: basterebbero questi fatti, le migliaia di giovani coinvolti, l’illegalità dell’organizzazione, l’uso di droghe etc etc, per suscitare critiche (e infatti ne suscitano un bel po’). Ma evidentemente a qualcuno non basta, non è sufficiente: il rave dunque, dopo la morte di Santiago, viene trasformato dalla grande stampa mainstream (con Repubblica in testa) in un “rave degli orrori” un sabba demoniaco.
Non c’è nefandezza sufficiente a descrivere quanto stia accadendo e quindi per i media mainstream il “rave degli orrori”, viene condito e “adulterato” aggiungendo altri fatti raccappriccianti, via via sempre più cruenti.

I cani morti e i cani ammazzati.
La notizia, diciamo così, non è confermata tantomeno troviamo un giornalista che si sia prenso la briga di verificarla, ma viene bellamente desunta da facebook come testualmente ci informa La Repubblica edizione di Roma: “A tirarlo fuori su uno dei gruppi Facebook più frequentati dagli amanti dei Teknival è una ragazza appena rientrata a casa dopo due giorni di percussioni: “Ho visto cani che giravano da soli e poi li ho rivisti morti sotto al sole, senza acqua e senza cibo. Uno dovrebbe trattarli come figli e invece hanno fatto questa fine qui. Ma che li adottate a fare se non sapete tenerli?”.
Immediatamente si scatena il gioco del copia incolla e tutti i media mainstream parlano di cani morti, o lasciati morire. Ma c’è anche chi si spinge a dire che sono stati uccisi a bastonate (da chi? e perchè?). Prendiamo questa cronaca su Sussidiario.net creata dal nulla e sui soliti “si dice”:  “Che orrore” dice qualcuno di loro mentre si allontana in anticipo dall’inferno del lago di Mezzano. Come sono lontani i giorni di cinquant’anni fa dove, a Woodstock, si festeggiavano tre giorni pace & amore all’insegna, quella sì, della bella musica. A Woodstock c’erano quasi un milione di persone. Non morì nessuno e nessun cane fu bastonato a morte. C’era fango sì, ma si rideva e si gioiva. Chi ha ucciso la bellezza?
Il lato grottesco è che mentre si condanna il sabba degli orrori del rave di Mezzano si manifesta contemporaneamente la lagnosa nostalgia per Woodstock, evento evidentemente caro all’anziano articolista. Della serie “com’erano belli i rave e la droga dei nostri tempi…”. Che tristezza aggiungo io.
Lungi da me fare il difensore d’ufficio del rave, ma questa storia dei cani morti o ammazzati a bastonate mi puzzava di brutto: ma è possibile che nell’epoca del selfie, dei video e dei social manco la foto di un cane zoppo sia venuta fuori? Cos’hanno fatto delle carcasse, se le sono mangiate?
Ebbene, visto che la stampa maistream, da destra a sinistra, sparava di tutto senza dati e senza conferme mi sono affidato a un giornale web locale, non certo tenero col rave, ma sicuramente più attento nel riportare i fatti: si tratta di Tuscia web”, che fra l’altro produce gran parte dei video sul rave che vengono poi cannibalizzati da giornali o tv che non si scomodano di mandare giornalisti sul posto (manco la Tuscia fosse Kabul occupata dai talebani).
Ed ecco la smentita con tanto di citazione dell’associazione di difesa degli animali Aidaa e del responsabile del servizio veterinario dell’Asl: non esistono cani morti, leggete qua: Valentano – “Nessun cane morto al rave party di Viterbo”. Lo scrive in una nota l’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) dopo la telefonata tra il presidente Lorenzo Croce e il responsabile del servizio veterinario della Asl, Nicola Ferrarini.
http://www.tusciaweb.eu/2021/08/rave-party-trovate-carcasse-pecore-non-cani-morti/
Insomma per tre giorni giornali e tv hanno strombazzato notizie di cani fatti morire dal caldo o addirittura abbattuti a bastonate, notizie raccattate su facebook e mai controllate che sono risultate completamente inventate. Complimenti…

Il morto fantasma
Un morto annegato non basta ai nostri giornali scandalistici, il rave degli orrori chiama altro sangue: ecco dunque che dopo la notizia del ragazzo morto annegato i decessi raddoppiano.
Viene diffusa la notizia, senza citare alcuna fonte, che ci sarebbe un altro morto. Alcuni si avventurano a parlare di malore.
Tutti i quotidiani sparano la notizia dei due morti al rave, ma sul secondo non si sa nulla, nè il nome, nè le circostanze del decesso, nulla. Perchè? Semplice, perchè non esiste.
Ma i titoli per giorni ne riportano due. Repubblica lo spara a titoli cubitali due giorni fa: “C’è un altro morto”, ma nessuno ferma il rave senza regole. Il questore: “Lo sgombero è impensabile, troppo rischioso”
Solo oggi, timidamente, qualche giornale minore comincia a fare marcia indietro. Prendiamo “Roma Today” di stamane:
Il giallo della seconda morte, aperta un’inchiesta sulla prima
Martedì pomeriggio si è inoltre diffusa la notizia della morte di un altro giovane, un’indiscrezione sospinta da social e chat blindate e riportata anche da alcuni quotidiani, che a oggi non trova però conferma nelle forze dell’ordine. I carabinieri di Viterbo e di Grosseto, contattati da RomaToday, non hanno riscontri, così come la questura, e la seconda morte resta presunta, avvolta nel mistero sia per quanto riguarda il luogo in cui sarebbe avvenuta – se proprio al rave, o dopo un trasporto in ospedale – sia sul fronte generalità della persona deceduta e delle cause. Coma etilico, attacco di cuore e overdose
sono quelle che circolano in rete, ma nessuna conferma ufficiale è stata diramata.
Insomma le autorità non sanno nulla, ma intanto per tre giorni su giornali e tv si è parlato di due morti e ad oggi nè i grandi giornali nè le tv si sono preoccupate di smentire e fare chiarezza. Un bell’esempio di giornalismo, poi ci meravigliamo se la gente diffida di noi giornalisti.

Gli stupri
Questa è materia delicatissima su cui si dovrebbe avere il massimo dell’attenzione da parte della stampa. Invece no, dopo i cani arrostiti e il morto fantasma viene strillato in ogni titolo, senza un minimo di attenzione, che al rave sono avvenuti due stupri.
Tutti i giornali che ho letto nei giorni scorsi riportavano il fatto: sarebbero stati denunciati da due ragazze alle autorità. Non emergono però altri particolari, alcuni parlano (i soliti “si dice”…) in un caso di palpeggiamenti e nell’altro di una ragazza richiusa in un camper contro la sua volontà.
Vicende gravissime che necessiterebbero di un rigoroso accertamento e di una immediata ricerca dei presunti colpevoli da parte della polizia.
Visto che l’area era circondata dalle forze dell’ordine e che durante il deflusso sono stati identificate tremila persone mi sarei aspettato che i presunti autori venissero fermati per accertamenti. Al momento invece nulla si sa: finito il rave, finita anche l’attenzione sugli stupri e i presunti autori. Non risulta infatti alcun fermato e tanto meno nessun indagato per stupro, al momento, o perlomeno nessun organo di stampa ne parla e si interessa alla vicenda. Sono cose che fanno pensare…

E chiudiamo in bellezza:
Le forze dell’ordine
Nel clima parossistico creato da una campagna di stampa forsennata che gridava al “rave dell’orrore” non potevano certo mancare polemiche sugli interventi, o il mancato intervento, delle forze dell’ordine. C’è chi voleva le cariche coi lacrimogeni (in un campo di grano secco come il deserto pronto ad andare a fuoco), chi gli idranti (e l’acqua? portavamo in Tuscia duemila autobotti o usavamo un canadair per buttare una bomba d’acqua?), c’era chi invocava l’esercito: d’altronde abbiamo appena smobilitato in Afghanistan, che ce vole? E infine il triste coro dei politici di tutti gli schieramenti che facevano a gomitate per esprimere il proprio sdegno.
Invece a parer mio stavolta il comportamento delle forze dell’ordine va elogiato: chi ha un minimo di esperienza di ordine pubblico sa che l’unico modo di fermare un rave illegale di grosse dimensioni è quello di intercettarlo PRIMA che avvenga. Una volta che hai diecimila persone sul posto, accampate, il rischio di provocare una strage con uno sgombero modello carica della celere è altissimo. Cari indignati, preferivate la strage?
Polizia e Carabinieri hanno gestito il deflusso, fatto chiudere anticipatamente il rave e nessuno si è fatto male, con buona pace degli strateghi alle vongole dell’ordine pubblico che si sono scatenati in questi giorni.

Ultime considerazioni
Non solo sdegno…
Sempre Tuscia Web ha fatto interviste a persone del luogo che sono state a contatto con i partecipanti al rave e – sorpresa – non è che tutti avevano la bava alla bocca, anzi.
Ci sono diversi pareri ovviamente ma tutti abbastanza equilibrati e lontani anni luce dalle cronache dell’orrore lette sui giornaloni. Leggiamo queste interviste:
http://www.tusciaweb.eu/2021/08/uninvasione-inaspettata-un-casino-anche-se-poi-non-hanno-fatto-male-a-una-mosca/
Valentano – “Un’invasione inaspettata, un casino”, l’ha definito così la signora Carla seduta al bar Rosati lungo la via che porta al Municipio. “Non hanno fatto male nemmeno a una mosca”, ha detto invece Ornella Conti. Sono entrambe di Valentano. La seconda, una ragazza che assieme alla famiglia gestisce il bar Devoti. Dal 1959, a ridosso della strada che da lì in avanti, nove chilometri dopo, di cui 6 sterrati, porta all’area del rave del lago di Mezzano, che ieri mattina ha tolto le tende dopo l’intervento delle forze dell’ordine, pacifico e a regola d’arte. Iniziato attorno alle 7 di mattina e terminato per l’ora di pranzo. Con i partecipanti rimasti che hanno fatto i bagagli senza dire una parola. 
“Non credo che questi ragazzi siano stati un pericolo – ha aggiunto Conti -. Quando sono venuti sono sempre stati molto gentili, educati e non hanno mai affollato il bancone. Hanno sempre indossato le mascherine e rispettato la normativa anti Covid. La musica si è sentita fino a qui, ma non è stata un disturbo”. 

In conclusione: spero di aver dato un quadro più equilibrato di quanto è successo. indipendentemente dall’opinione che ognuno ha dei rave party, c’è stata una campagna di terrore mediatico ingiustificabile su quest’evento, come dimostrano le fake news diffuse a piene mani in questi giorni.
I rave sono un fenomeno su scala europea che coinvolge centinaia di migliaia di persone, intere comunità, e che forse andrebbe anche meglio indagato e compreso, anche se come sempre tutto quello che non conosciamo ci fa paura.

Paolo Soglia

Ps
Dulcis in fundo: il rusco (come si dice a Bologna)
Il video che vedete sotto il titolo è fatto da un elicottero della polizia dopo lo sgombero: il campo è pulito, i rifiuti ci sono, ma sono stati ordinati in sacchi e accatastati e non buttati e sparsi in tutta l’area come avviene ogni volta che si organizza un bell’evento (autorizzato) nelle nostre linde e pinte città, e poi deve passare per ore la nettezza urbana a tirar su cocci e cartacce di ogni tipo. https://www.youtube.com/watch?v=WN3tNsK1Geg