Lucano amarissimo

Nuovi orizzonti della giurisprudenza italiana: rischi meno a sparare agli immigrati che ad accoglierli.

Tre anni fa a Macerata Luca Traini, simpatizzante di Casapound ed ex candidato della Lega, prendeva la sua glock calibro nove e cominciava a girare per la città sparando a immigrati di colore. Voleva “vendicare” Pamela Mastropietro, vittima di una macabra storia di violenza, omicidio e occultamento di cadavere il cui responsabile era uno spacciatore nigeriano.
Traini quindi spara a tutti i neri che incontra per strada e ferisce sei persone, solo per un caso non ci scappa il morto: accusato di strage viene condannato a 12 anni.

E veniamo adesso al vero criminale: Mimmo Lucano.
Sindaco di Riace ha per anni offerto rifugio nel suo comune a centinaia di immigrati, ricevendo anche premi e riconoscimenti. Nel 2016 viene inserito tra i 50 più importanti leader del mondo (al 40º posto) dalla rivista Fortune. L’anno successivo, nel 2017 il sindaco riceve il premio per la Pace Dresda 2017 e il Los Angeles Times redigerà un intero articolo su di lui. Ma alla fine di quell’anno viene indagato dalla Procura di Locri per concussione, truffa aggravata e abuso d’ufficio. In sostanza lo accusano di speculare sull’accoglienza ai migranti per ricevere fondi europei. E così inizia l’agonia, arresti domiciliari, divieto di dimora, una carriera interrotta e una vita spezzata.

Oggi il Tribunale di Locri, raddoppiando la richiesta di pena avanzata dall’accusa (7 anni e 11 mesi), lo ha condannato, in primo grado, alla pena di anni 13 e 2 mesi di reclusione. I giudici lo hanno ritenuto colpevole di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, truffa, peculato, concussione, turbativa d’asta, falsità ideologica e abuso d’ufficio.

Dunque Lucano ha preso un anno e due mesi in più di Traini, condannato per strage.
Il caso Lucano è singolare: è stato condannato per concussione, perchè secondo l’accusa aveva in sostanza messo in piedi una enorme macchina di malaffare per attrarre fondi europei, Ma al tempo stesso il processo ha accertato che Lucano non ha mai intascato un euro. E’ il primo caso mondiale in cui un “corrotto” non beneficia della sua “azione criminosa”, evidentemente Lucano corrompeva e truffava per pura passione e non per avidità.

Inoltre era incorso in un altro gravissimo reato: affidare la raccolta differenziata a una coop che la gestiva con gli asinelli per passare negli stretti vicoli di Riace, il tutto senza passare da un bando. Immaginiamo lo scandalo tra i proprietari di asinelli che si sono sentiti defraudati (La lobby dei proprietari di asinelli è potentissima, molto più di big pharma).

E così, nel nostro ridente paese, mentre arriva il nulla di fatto per la trattativa Stato Mafia, (perchè mica è reato fare due chiacchiere no?), mentre cade in disgrazia il creatore della Bestia mediatica salviniana, Luca Morisi, che ha pompato il caso Lucano accusandolo di ogni nefandezza (ma è affetto da “fragilità esistenziali irrisolte” che ci vuoi fare? tendiamogli la mano..). Il perfido Lucano si becca 13 anni di galera.

Ben gli sta: voleva accogliere gli immigrati, doveva sparargli, prendeva meno.

Paolo Soglia