Elezioni comunali a Bologna 2021, alcune riflessioni

Poche sorprese alle Comunali: Lepore stravince come previsto e Battistini fatica ad arrivare al 30%.
Qualcosa in più dice l’affluenza, scarsissima, che supera di appena un punto la soglia “vitale” del 50%, e qualche curiosità c’è nei voti di lista.
Complessivamente, a parità di risultato percentuale, tutti perdono voti rispetto al 2016 per effetto della minore affluenza: il Pd ha 6500 voti in meno pur aumentando di un punto in percentuale (da 35,46 a 36,5%), Coalizione Civica che bissa (con un 0.2 in più) il risultato del 2016 ha 1.300 voti in meno, ma questo è fisiologico per tutti i partiti: meno partecipazione, meno voti assoluti.
Si può rilevare però che Lepore aveva una sua lista personale (che prima non c’era), che si piazza al 6,35% con 9.300 voti, quindi il risultato complessivo dell’area Pd, trascinato dal candidato, è comunque in aumento .
Non ascrivo a quell’area la lista contiana col suo 5.72 % perchè potrebbe aver drenato anche un voto moderato di centro, non necessariamente leporiano pro Pd, come era già emerso alle primarie.

Veniamo a Coalizione Civica, che ha dati interessanti dal punto di vista statistico e territoriale. Innanzitutto si conferma molto forte l’effetto trascinamento dei singoli candidati, quasi tutti con ottimi risultati in termini di preferenze.
Il botto lo fa Emily Clancy che con 3.541 preferenze straccia tutti ed è la più votata in assoluto. Nel Pd, che ha 5 volte i voti di Coalizione Civica, il più votato (Mattia Santori) gli sta dietro di 1.000 preferenze. Non solo: su 10722 voti complessivi CC esprime 11.284 preferenze (il Pd su oltre 53.000 voti ne esprime “solo” 19.833), confermando il trend che a partire dal voto alla lista “Amelia” del 2011, a sinistra del Pd, vede queste compagini puntare moltissimo sul trascinamento dei suoi candidati, assorbendo almeno in parte la debolezza sul piano dell’organizzazione territoriale.
La scomposizione del voto ci dice infatti che Coalizione Civica è molto forte tra i ceti medi riflessivi o comunque culturalmente attivi e – territorialmente – in centro storico e nei quartieri alti, Costa Saragozza e Santo Stefano, mentre crolla verticalmente in certe zone popolari come Borgo Panigale (minimo cittadino col 2,82%), Corticella (3,87%), Barca (4,03%).
CC infatti spacca in zona Irnerio (15%), Malpighi (12,5%), Galvani, Saffi e Marconi (oltre il 10%), tiene bene sui Colli, in Saragozza e S.Stefano (tra il 7 e il 10 %), ma poi cala nelle periferie e crolla alla distanza.
Il dato su cui CC dovrebbe riflettere è che dopo 5 anni di presenza la sua distribuzione territoriale è identica al suo esordio, va forte in centro e tra il ceto medio ma nei quartieri popolari è rimasta semisconosciuta, ha scarsissimo radicamento. Se questo poteva essere fisiologico nel 2016, certo non è un bel segnale nel 2021: significa che nel voto popolare tradizionale della ex “cintura rossa” CC è ininfluente.

Passando alla lista Lepore qualche sorpresa c’è: il “caso Grandi” ha scombussolato un po’ la gara per le preferenze e sono andati in Consiglio due candidati che in partenza non erano probabilmente tra i papabili: Sefaf Siid Negash Idris, da tutti conosciuto come Siid, attivista eritreo molto presente alla Casa dei Popoli di Corticella e nell’ambito dell’integrazione e il giovanissimo Giacomo Tarsitano redattore di Radio Cap, una web radio giovanile nata a Borgo Panigale che ha avuto come tutor il mio buon amico Federico Lacche, direttore di “Libera Radio, voci contro le mafie”. I due candidati bruciano sul filo di lana la professoressa Nadialina Assueri, molto staccata invece la capolista (dopo il ritiro di Roberto Grandi) Teresa Lopilato. Data la sensibilità politica dei due eletti probabilmente non dispiacciono all’ala sinistra della coalizione.
Nel Pd invece stacca tutti la sardina Santori, secondo assoluto sul podio delle preferenze, mentre il restante voto di preferenza si distribuisce abbastanza uniformemente sugli altri componenti, confermando la distribuzione per aree del partito (anche perchè l’ala renziana e antileporiana del Pd l’avevano fatta fuori prima).

Veniamo alla destra: Forza Italia si conferma in caduta libera dimezzando sia in percentuale che voti assoluti (3,79%). Paga dazio anche la Lega che perde tre punti e viene nettamente scavalcata e quasi doppiata da Fratelli d’Italia che col 12,63% è il secondo partito alle spalle del Pd e adesso smazza le carte della destra cittadina.
Il travaso tra la Lega a FdI è un processo in corso a livello nazionale, in cui si vede la componente fascioleghista del Carroccio sempre più attratta dai postfascisti della Meloni.
La lista di Battistini, candidato del centrodestra per mancanza di idee alternative, prende un non disprezzabile 4,5%, segno che un po’ di seguito anche Battistini ce l’aveva, pur essendo entrato in scena in ritardo, con la destra che non ci credeva e già virtualmente battuto.

Veniamo ai 5 Stelle. A Bologna non sono mai andati benissimo anche quando avevano il vento in poppa ma il risultato è più che pessimo: perdono 23.000 voti, passano dal 16,6 al 3,37 %, un risultato che li relega alla testimonianza.
Max Bugani e Marco Piazza, esponenti storici dei 5 stelle bolognesi prendono rispettivamente 361 e 138 preferenze: siamo più o meno agli amici più i parenti stretti.
Però sul piano politico usufruiscono del patto Conte /Letta e dell’apertura del laboratorio Bologna tra PD e Movimento 5S Contiano, così Bugani entrerà in giunta liberando il posto in consiglio all’amico Piazza.
Fossero stati all’opposizione sarebbero probabilmente evaporati, così possono ancora avere un ruolo, quantomeno come portabandiera del nuovo progetto di Centrosinistra allargato.

Infine la sinistra d’opposizione: mi raccomando, sempre rigorosamente divisi che non capiti mai che passiate lo sbarramento e facciate un consigliere…
Infatti sommando le due liste, Potere al Popolo e Sinistra Unita, si arriva al 4%.
Anche se in politica le somme spesso non tornano e 2 + 2 non fa quasi mai 4, forse in questo caso, però, poteva fare 5: la Marta Collot ha una sua freschezza, quindi, sai mai?
Essendo entrati sia CC che M5S in maggioranza una sinistra/sinistra d’opposizione con speranza di seggio (invece che di voto perso) poteva – forse – anche andare oltre la semplice somma matematica.

Paolo Soglia