Le Brevi: Fasciogrillisti in allarme

Alcuni giorni fa avevo parlato (non sono certamente l’unico) di “Fasciogrillismo”. Ebbene, direi che non ci sbagliavamo. Il motivo della deriva reazionaria del duo “comico” è molto semplice: fin dai primi anni il movimento ha avuto militanti assai variegati, ma quelli più attivi denotavano una accentuata propensione radicale/progressista, a tinte green. Qualche schizzo di destra populista e legaiaola era presente, ma non in maniera preponderante. Questo però tra i “militanti” M5S attivi, che possono contarsi in poche migliaia e che hanno espresso i gruppi parlamentari, ma gli elettori sono ben diversi: se quel 5-6% di voto di sinistra dato a febbraio rientra alla base o si astiene (Grillo dal 25 è sceso al 20) quel che resta è in preponderanza voto di protesta ex leghista o forzista, assieme a un magma di pulsioni qualunquiste e destrorse. Così dopo la richiesta dei senatori M5S di abolire il reato di clandestinità è scattato l’allarme rosso.  Casaleggio e il suo ventriloquo son corsi ai ripari: se diciamo no alla Bossi-Fini col cazzo che ci votano ancora…
Tutto molto semplice e coerente. Va detto poi che a Grillo apparire xenofobo, omofobo e misogino costa ben poca fatica, mica deve violentare la sua coscienza…

Paolo Soglia