Merolì, Merolà…

candidati-bologna-2016

26 maggio 2011 – QUESTIONE DI CIVIS-TA’
Merola: “E’ interesse della città concludere i cantieri del Civis al più presto”. E’ quanto afferma il sindaco di Bologna Virginio Merola, rispondendo ai cronisti a Palazzo D’Accursio, in merito ai lavori ancora in corso per la realizzazione del tram su gomma.

7 giugno 2011 – IL CIVIS E’ UN GRAN PACCO
«Lo ridiamo indietro, questo pacco!». Così risponde al giornalista di Report, Alberto Nerazzini, il sindaco Virginio Merola che si lancia poi su progetti come il People Mover e il Passante Nord: “È una vicenda che ho condiviso fin dall’inizio  io sono per partire al più presto “.

17 ottobre 2012 – STALINISTA!
Merola (bersaniano ‘de fero’) attacca Renzi e i renziani: “Quella del “se vinco io tutti gli altri a casa” è vecchia politica, che ricorda un sistema stalinista”.

25 aprile 2013 – IL MIGLIORE
Merola diventa renziano: “Io mi sono opposto a Renzi, oggi penso sia una nostra risorsa, ma non per questo mi sento un traditore. Il primo cittadino di Firenze ha tutte le caratteristiche per essere il nostro candidato per il futuro governo. Questo poi lo deciderà il congresso. Andiamo verso una fase in cui è importante essere uniti pur nelle differenti posizioni e opinioni. Bisogna fare il Pd e convivere con la pluralità. La sinistra moderna deve esser questo”.

23 ottobre 2015 – IL PASSANTE NORD SI FA
Merola è raggiante “L’accordo è vicino, Stiamo per sbloccare i fondi da 1,4 miliardi…”

11 novembre 2015 –CONTRORDINE COMPAGNI: IL PASSANTE FA SCHIFO
Merola è tranciante: “Idea superata, il miliardo e 300 milioni già stanziati per l’opera dovranno essere utilizzati per ampliare l’autostrada e la tangenziale di Bologna che corrono parallele.”

Novembre 2014 – VIVA IL JOBS ACT, ABBASSO L’ARTICOLO 18
Merola attacca i parlamentari che non votano il Jobs Act: “L’articolo 18 è un ostacolo per i precari. Chi nel Pd non lo vota faccia come gli pare. Ricordo solo- manda a dire Merola, oggi a margine di una commissione- che non siamo un’armata Brancaleone. Se si decidono le cose a maggioranza bisogna rispettare, in qualsiasi comunità che si chiami partito, i deliberati della maggioranza”.

30 Maggio 2016 – IL JOBS ACT E’ UN OBBROBRIO, ABOLIAMOLO!
Il primo cittadino Pd Virginio Merola ha firmato per la nuova Carta dei diritti proposta dalla CGIL e, soprattutto, per il referendum sulla modifica del Jobs act, la legge-simbolo del governo Renzi. Una firma che punta, tra le altre cose, a reintrodurre l’articolo 18: “L’ho fatto perché credo sia importante rimettere il lavoro al centro delle nostre riflessioni”.

Paolo Soglia

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Al voto, al voto

mirco marina

Come la penso, per chi mi conosce, non è un mistero.
Ho fatto parte di Coalizione Civica fin dal primo istante e ne ho seguito tutti i passi, gli alti e i bassi, i successi e le polemiche. E ho dato il mio contributo alla nascita della lista e alla sua crescita. Un piccolo contributo. E non non lo dico con pelosa modestia: la politica è una cosa faticosissima dove il poco che ottieni lo devi sudare con enormi sforzi, e io certo non sono tra quelli che si sono sbattuti di più. Ora però siamo al dunque: alle elezioni.
Credo sinceramente che Federico Martelloni sia il miglior candidato Sindaco in gioco: il più preparato e quello che – soprattutto – ha più margini di crescita in futuro.
Ammetto che inizialmente avevo delle riserve: non sulla persona o sulle idee, ma sulla sua capacità di reggere l’impegno, oltre al fatto di esser poco noto alle cronache. Era un pregiudizio evidentemente, visto che l’impegno che ha dato e sta dando alla campagna elettorale è totale. Inoltre nei confronti diretti con gli altri candidati sindaco risulta spesso vincente (forse è per questo che se ne organizzano così pochi e tutti gli altri fanno una campagna al cloroformio…)
Quando andrò a votare mi troverò anche nella spiacevole condizione di scegliere solo due candidati: dico spiacevole perchè avrei voluto fare come all’assemblea delle Scuderie e votarli in blocco. Ma non si può.

Sceglierò quindi convintamente due persone: Marina D’Altri e Mirco Pieralisi.

Marina l’avrei pure immaginata Sindaca e penso che la sua presenza non possa mancare nel prossimo Consiglio Comunale, dove ci sono molte cose da rimettere a posto a cominciare dal Referendum sui finanziamenti alle scuole private tradito da Merola e dalla sua Giunta. Devo dire che Marina ha una passione straordinaria e una capacità di impegno assai rara al giorno d’oggi: ho avuto la fortuna di lavorare con lei nel comitato direttivo dell’Altra Europa – alle elezioni europee – e mi sono accorto (ove ci fosse bisogno di una riconferma…) della differenza enorme che c’è tra i tanti che parlano e quelli (pochi) che invece fanno.
Marina è una persona che fa.
Ed è una bella persona, disinteressata, che non mette mai il “sè” davanti al “noi”, altra caratteristica assai rara nella politica odierna.

Per Mirco non so quasi che parole spendere: lo conosco da trent’anni e ne abbiamo fatte troppe insieme: una radio, campagne civili e di movimento per la scuola, battaglie referendarie, battaglie politiche… E poi non abbiamo solo fatto politica. Abbiamo fatto anche un bel pezzo di vita assieme. La politica, come si sa, riserva spesso brutte sorprese: persone che ti deludono o che a un certo punto ti appaiono irriconoscibili: nei modi e negli atteggiamenti ancor prima che nelle idee, condivisibili o meno.
Ma di una cosa sono assolutamente certo: su di lui non mi sono mai sbagliato.
Inoltre il fatto di aver già avuto un’esperienza amministrativa garantirà alla pattuglia della Coalizione, che io auspico la più vasta possibile, di poter contare su un riferimento certo: sia politico che tecnico. Perchè Mirco ha una capacità di leadership innata.

Infine chiudo con un rimpianto: fra i tanti che purtroppo non voterò c’è una ragazza a cui voglio bene che ho conosciuto quando aveva poco più di 15 anni e veniva in radio ad accompagnare suo fratello che lavorava già con noi… E di lì a poco, ancora studente del liceo, cominciò pure lei a farla, la radio.
Poi ha fatto anche tanto altro – pure politica – a dimostrazione che si può essere militanti ma affatto pesanti, o tonti o arrivisti: da persona pulita dentro e fuori.
In bocca al lupo anche a te Emily.

Paolo Soglia

10 idee per Bologna

torri
E’ tempo di elezioni: da qui in avanti sarà tutto un fiorire di proposte e voli pindarici.
Meglio esser concreti: ecco le mie “10 idee per bologna”:
1) Più Torri per tutti
Da tempo c’è chi propone di riaprire i canali, io al contrario sono per tenerli tombati: di città canalizzate ce ne sono già fin troppe e ben più famose. Bisogna invece ricostruire tutte le Torri abbattute ignobilmente tra fine ottocento e primi del novecento: un grande progetto per riportare nuovamente la città ad essere la più turrita del mondo!
Per evitare guai con gli appalti e finire per assegnare i lavori ai soliti palazzinari la direzione tecnica sarà assegnata a una commissione di Umarels, selezionati tra quelli che più si sono distinti nell’osservazione dei cantieri, e sarà presieduta da Danilo Masotti.
L’idea in sè è facilmente realizzabile: molto più difficile sarà stabilire forma e colore dei fittoni da mettere a protezione delle nuove torri.
2) Ruotare la Maniglia
Beppe Maniglia: un bene superfluo o un male necessario? La polemica sull’anziano cantore di strada impazza da circa tre decenni, senza che mai estimatori e detrattori si siano messi d’accordo. L’amministrazione non ha mai affrontato il problema, ora è tempo di prendere la questione di petto: propongo che di Beppe, nel bene e nel male, se ne faccia carico l’intera città e non solo Piazza Maggiore. Quindi il Maniglia, come accade per i venditori di strada, sarà delocalizzato settimanalmente in piazze diverse in modo da coprire tutti i quartieri e i comuni dell’area metropolitana.
In caso di rifiuto, all’artista saranno inflitti i domiciliari e il servizio sarà comunque assicurato dal corpo della Polizia Municipale: un agente con parrucca bionda e boccoli, a torso nudo, girerà per le piazze dei quartieri facendo scoppiare borse d’acqua calda e suonando “Apache” a squarciagola…
3) Lunga vita al “Magnifico”
Per ogni imperatore arriva il momento del declino: Fabio Alberto Roversi Monaco ha regnato incontrastato su Felsina negli ultimi 40 anni, è giunto il momento di voltar pagina.
Il Consiglio Comunale Rivoluzionario, concordi tutti i gruppi (Gironda, Giacobini, Montagna, etc etc) emanerà quindi un editto di esilio per il Sire, con l’ingiunzione a trasferirsi immediatamente fuori dai confini dell’area metropolitana e l’obbligo a mai più farvi ritorno. Tutti gli ottimati, i baroni e i lacchè nominati dall’ex Magnifico decadranno dai loro incarichi e i posti nei CdA delle istituzioni e delle Fondazioni verranno redistribuiti al Popolo per estrazione a sorte in una grande riffa organizzata in Piazza Maggiore.
Gli appartamenti dell’ex imperatore saranno adibiti a casa di riposo per graffitisti quando raggiungeranno l’età della pensione.
4) Aperol o Campari?
E’ ormai un fatto assodato che il centro di Bologna serva ad un unico scopo: prendersi un aperitivo. Quindi bando alle false coscienze: prendiamone atto e agiamo di conseguenza. Per valorizzare questa nuova vocazione del nostro centro storico la mia proposta è di realizzare in città, negli anni a venire, un grande evento mondiale:
il Festival Internazionale della Gastronomia e dell’Aperitivo.
Oltretutto l’acronimo spacca… altro che F.I.C.O.
5) Panebianco: un nuovo format
La contestazione al professor Panebianco va avanti ormai da anni, stanca e ripetitiva, a beneficio di pochi studenti e addetti ai lavori: bisogna rivitalizzare e socializzare questa avvincente saga anche a scopo di promozione turistica.
“Contestazione a Panebianco” non ha infatti nulla da invidiare a “The Rocky Horror Picture Show”, spettacolo che ha tenuto le scene a Broadway per più di un quarantennio.
Per organizzare il nuovo format verrà subito istituito un tavolo a cui parteciperanno i collettivi, le forze dell’ordine, il super magistrato Uolter Giovannini e ovviamente il professor Panebianco: ogni settimana cittadini e turisti, prenotandosi comodamente on line e pagando il biglietto, potranno assistere alla consueta contestazione all’Università del noto politologo, con urla, tafferugli e cariche della polizia.
Versando un piccolo supplemento si potrà anche partecipare, urlando slogan e insulti da dietro le quinte o facendo cordone con gli agenti a protezione del Professore.
6) Il Trasversalone
Avete ancora voglia di parlare di passante Nord, passantone, passantino, doppia corsia o minipassante? Basta! La questione è semplice: deviamo l’Autostrada del Sole a Modena e facciamo un nuovo trasversalone a quattro corsie che raggiunga direttamente Firenze, così nessuno verrà più ad attraversare Bologna e a romperci i coglioni.
7) Stadio Dall’Ara
Bologna non avrà mai altro stadio che non sia il Dall’Ara. Per ristrutturarlo, oltre ai soldi di Saputo, si rende però necessario ibernare la Soprintendenza facendoli risvegliare solo a lavori ultimati.
Unica raccomandazione: segnarsi bene sul nuovo progetto che i colori del BFC sono il Rosso e il Blù. L’ultima volta che hanno ristrutturato lo stadio infatti, oltre ad aver fatto un obbrobrio, l’hanno pure dipinto di giallo blù manco fossimo il Verona…
8) Rilancio del genere neomelodico
I cantanti neomelodici bolognesi sono da sempre emarginati e ignorati, mentre rockband, cantanti di musica leggera, cantautori e jazzisti hanno avuto finora tutte le luci della ribalta.
E’ tempo di cambiare: il fatto che il genere neomelodico bolognese non esista non è una scusante, anzi, proprio per questo è necessaria una forte politica di rilancio e di valorizzazione.
9) Spagheti Bolognaise
In tutto il mondo si mangiano gli “spagheti bolognaise” tranne che a Bologna.
E’ uno scandalo…
Gli “Spagheti Bolognaise” verranno imposti d’ufficio nel menù di tutte le mense scolastiche, mentre all’ex Mercato di Mezzo verrà aperto un nuovo locale denominato: “Il vero Spagheti Bolognaise”, dove cittadini e turisti potranno gustare questa prelibatezza fatta secondo l’antica tradizione: pasta di grano tenero scotta e sugo compero del discount.
10) Abolizione degli origami di Lepore
Questo è facile: tanto del nuovo simbolino inventato dall’attuale assessore (copiato paro paro da quei cilindretti coi prismi e le pietruzze colorate che andavano tanto di moda negli anni ’70) non se ne è mai accorto nessuno…

Paolo Soglia

Coalizione Civica, basta risse da sinistra ridicola e sfigata: Restare uniti.

ASSEMBLEA-18-12
Coalizione Civica ha superato la prima, difficilissima prova: costruire uno spazio politico associativo in cui convergessero anche quei partiti, centri sociali e gruppi organizzati che avrebbero potuto andare ognuno per conto loro in ordine sparso.
Non era scontato, era difficile, ma è stato fatto.
Molti avevano scommesso contro: è stato onesto l’amico Olivio Romanini sulle pagine del Corriere a scrivere che si sono sbagliati.
Ma la Coalizione che esce vincitrice dal primo round potrebbe cadere e implodere al secondo: la scelta del candidato.
Come ebbi modo di sottolineare nel novembre scorso a una riunione di Coalizione (non ancora unificata), il successo del primo step renderà assai più difficile il successivo.
La coalizione è formalmente unita, ma assai meno civica rispetto ai presupposti iniziali.
Il Comitato Direttivo è stato costruito in vitro: col manuale Cencelli attraverso una laboriosa e faticosa contrattazione (tanti a te, tanti a me…) e vede l’esclusiva presenza di persone in “quota”: metà al gruppo originale (considerati per semplificare “Zaniani”, ma in realtà abbastanza eterogenei, in cui sono presenti anche esponenti de “L’altra Emilia-Romagna e Rifondazione) e l’altra metà indicati da Possibile, Boa di Ronchi, Sel e TPO.
Il pacchetto è stato presentato chiuso, prendere o lasciare.
Una dolorosa concessione alle stringenti logiche politiche, probabilmente necessaria, che anch’io ho sottoscritto votandolo per consolidare l’unità interna, ma che ha pure delle conseguenze: la discussione pubblica sulle scelte si allontana sempre più dai semplici associati e viene “assorbita” all’interno del gioco delle componenti.
Adesso però viene il difficile: stabilire regole chiare e scegliere il candidato.

In queste ore si gioca una partita decisiva:  bisogna decidere le regole per la presentazione delle candidature e – soprattutto – per le modalità di votazione. Pareva a tutti ovvio (è scritto nello Statuto dell’Associazione “accettato” – formalmente – da tutti..) che il candidato fosse scelto dai cittadini coalizzati. Ebbene, nel Comitato Direttivo c’è invece chi spinge per un’elezione “plebiscitaria”: una sorta di “election day” in cui a scegliere il candidato della Coalizione non siano i cittadini Coalizzati ma tutti quelli che residenti nell’area metropolitana aderiscono all’appello del giugno scorso e versano due euro… la proposta viene motivata con propositi di “apertura alla città”,  ad altri però suggerisce suggestioni meno nobili (vedi le primarie “renziane” del PD…).
Per quanto mi riguarda, se posso dir la mia, non sta scritto da nessuna parte che una elezione tra i cittadini  Coalizzati sia “chiusa”: è una balla. L’associazione infatti è apertissima, non c’è nessun filtro per associarsi e chiunque lo può fare anche on line in 5 minuti. Non vedo quindi cosa osti chi vuol partecipare alla scelta del candidato a farlo e perchè si debba tanto puntare su questa ipotetica “apertura” anche a rischio di trascinare – come sta avvenendo – tutta la Coalizione in una discussione lacerante e controproducente.
In ogni caso: il Comitato Direttivo e il suo presidente possono anche pensarla diversamente, è legittimo. Ma non dovevano andare ad annunciare alla stampa un cambiamento di regole e Statuto come cosa fatta. Questa decisione spetta solo all’Assemblea: annunciarla ai media come se il passaggio in Assemblea fosse un inutile formalità per far la foto con le manine alzate e la tesserina  è stato peggio di un crimine: è stato un errore.
Che ha delegittimato l’Assemblea e che ovviamente ha innescato una reazione speculare e contraria, con toni sempre più accesi.
A mio avviso, considerato che la Coalizione a tutt’oggi non è un partito di massa (è molto più simile a un meet up grillino degli esordi…) non c’è bisogno di nessuna manfrina che vernici la scelta del candidato come “un evento di massa” (eventualità peraltro tutta da stabilire visto che può accadere anche l’esatto contrario con esiti a quel punto controproducenti). Per me non servono gli eventi “incensanti e autorassicuranti” a favor di telecamera o di taccuino e tantomeno le narrazioni retoriche: hanno fatto il loro tempo e sono fuffa.
Funzionerebbe invece avere un progetto chiaro e delineato da parte dei candidati: non sui massimi sistemi e sulle “narrazioni”, ma sulle questioni concrete di Bologna. E perseguire sempre l’unità d’intenti abbandonando le appartenenze di “bandiera”, anche quando si discute: molti gruppi hanno lavorato e molte teste pensano nella Coalizione, ma di questo non si parla più.

Questa è solo la mia personalissima opinione, ovviamente…
Il fatto reale però è che con questo andazzo il gioco tra componenti si irrigidisce sempre più: la Coalizione diventa così sempre più “militare” e sempre meno civica – con arruolamenti in un campo o nell’altro – per sostenere il candidato dell’uno contro l’altro.
Inoltre chi ha tirato la corda non ha tenuto conto – come sempre – che avrebbe reso alla Coalizione tutta un pessimo servizio, esponendola a una pessima figura: ai più (i cittadini di Bologna) di questa rissosa discussione frega nulla; quelli che invece provano interesse potrebbero allontanarsi in fretta perchè c’è troppa puzza di vecchie rese dei conti da sinistra sfigata.
E sui giornali (giustamente) ci inzuppano il pane: “eccoli qua i soliti sinistri cazzari e litigiosi già pronti a sbranarsi al primo intoppo e tutti rinchiusi nel loro dibattito ombelicale… Ma se non riescono nemmeno a governare se stessi come pretendono di governare la città?”.
Insomma: un autogol clamoroso! E naturalmente molti di noi presi dalla foga della discussione contribuiscono anche sui social a dare il peggio di sè alimentando la polemica invece che trovare soluzioni.

Pertanto se fossi un leader di questa Coalizione, cosa che non sono, inviterei caldamente i due candidati già in campo, Paola e Federico (ma anche altri se se ne aggiungono), a prendere in mano il loro destino e incontrarsi da soli, senza i relativi supporters al seguito (tra l’altro i due citati abitano uno di fronte all’altro e non farebbero una gran fatica…).
Sarebbe bello poi che i candidati se ne uscissero come leader autorevoli: con una dichiarazione congiunta, fatta in piena autonomia, in cui dicono come la pensano sulla questione del voto ma poi si impegnano ad accettare la decisione presa liberamente dall’Assemblea, qualunque essa sia.
Allora si che potremmo uscire dal tunnel e fare dell’assemblea la sede per la presentazione delle idee e dei programmi dei candidati. Che è una roba molto più interessante rispetto al solito saloon con i “pistoleri” dell’una e dell’altra parte intenti a fare interventi per la resa dei conti.
Utopia? Forse, ma se non si cambia finalmente lo spartito sparigliando le carte e facendo piazza pulita di tutte ste manfrine assisteremo sempre alla stessa scadente commedia.

Una volta in Rai circolava un leit motive: “dobbiamo assumere 5 persone: due democristiani, un comunista, un socialista… e uno bravo”:
Ecco: a noi ora non serve la conta tra democristiani, comunisti, socialisti… servirebbe quella/o bravo/a.

Paolo Soglia

Merola governa “per procura”?

merola ronchi

E’ una domanda che ci eravamo già fatti e che non ha ancora avuto una risposta.
Le straordinarie e repentine giravolte del Sindaco nel valzer delle alleanze in vista delle Comunali lo hanno portato a passare dal piano “A”: caloroso appoggio di liste civetta “de sinistra” costruite su misura per lui dal fido Assessore Ronchi e auspicabilmente dalla Frascaroli e dai consiglieri di SEL presenti in maggioranza, al piano “B”: via tutti, Ronchi licenziato, la Frascaroli che si defila, La Torre in imbarazzo, all’angolo, (“se vuole andarsene se ne vada pure” le ha detto il sindaco) e porte aperte a nuovi compagni di viaggio, non ancora annunciati ma già identificati e consenzienti.
Si tratta dei centristi Alfaniani, più nello specifico di quell’area politica che fa riferimento a Lupi e a “Comunione e Liberazione”.
L’accordo è già fatto, adesso si tratta di farlo digerire, ma non servirà nemmeno l’Alka Seltzer: nella pancia del PD al giorno d’oggi ci può stare di tutto, se a Roma si va a nozze con Verdini figuriamoci se a Bologna non si può far lo stesso con la Castaldini.. Un gioco da ragazzi.

C’è però un aspetto da chiarire: quanto di questo valzer passa dalla testa del Sindaco e quanto invece gli passa sopra la testa?
Sarebbe interessante scoprirlo: il botto è stato il caso “Atlantide”, una vicenda che si trascinava stancamente da tre anni e che certo non sembrava così deflagrante per le sorti della Giunta, a meno che…

A meno che qualcuno non abbia fatto sapere a Merola che era in arrivo un’altra denuncia e gli abbia contestualmente (diciamo così…) “indicato la direzione da prendere”.
Ne parla apertamente oggi Andrea Chiarini sul suo blog, ma l’indiscrezione circolava da giorni. Bene, allora delle due l’una: il Sindaco in carica sta svolgendo il suo mandato in piena autonomia, assumendo decisioni (criticabili o meno) solo sulla base della sua valutazione amministrativa e politica, oppure è all’angolo, terrorizzato dagli avvisi di garanzia che possono capitargli sulla testa da un momento all’altro, magari nel momento meno opportuno, in piena campagna elettorale?

L’interrogativo è legittimo e la risposta necessaria, perchè nel secondo caso vorrebbe dire che il potere politico amministrativo in questa città è stato messo sotto tutela da altri poteri che esercitano una sorta di amministrazione parallela.
La cosa non deve preoccupare solo chi attualmente è in carica, ma anche (soprattutto) le opposizioni che si stanno organizzando per aprire una nuova stagione politica cittadina, perchè è ovvio che appena si entrerà nel vivo della competizione, magari con la volontà di restituire alla politica il suo primato, in un rapporto reale e trasparente con i cittadini, chi ha fatto ormai l’abitudine ad amministrare “per procura” non starà a guardare…

Paolo Soglia

Bologna: cosa passa oggi il convento

Merola-rcdc Oggi ho incontrato Virginio in radio: lui aveva appena finito di fare l’intervista che vedete sul sito di RCdC: io arrivavo per preparare la rassegna stampa. due chiacchiere veloci, abbracci e saluti, ma le cose politicamente “pesanti” le ha dette in onda:
1) Non si tira indietro (“l’unica mia passione è fare il sindaco…”) e lancia un guanto di sfida ai presunti candidati alternativi (Galletti, Dionigi) sfidandoli apertamente, anche a fare le primarie.
2) Attacca il suo partito, e De Maria in particolare: vuole quindi riaffermare quella figura da “outsider” interno al Pd con cui si era presentato nel 2011.
3) Vuole rinsaldare l’alleanza con Sel (Merola infatti è ormai l’unico tra vecchi e neo “renziani” che parla di rilanciare l’esperienza del centrosinistra che è ormai sostanzialmente estinta). Parla di progetti concreti, di amministrazione e partecipazione: però per quanto riguarda la “partecipazione” ha glissato alla grandissima sul referendum sulle scuole private dove ci aveva messo la faccia, ha perso, e ha poi bellamente ignorato. Insomma, mi sembra che Merola tenti di uscire dalla tenaglia in cui lo sta mettendo il PD, cercando di ripresentarsi come un outsider civico di centrosinistra capace di tenere in piedi quello che in Italia Renzi (e prima di lui molta “ditta” affascinata dai Mario Monti e compagnia) ha sfasciato completamente.
Sul piano comunicativo devo riconoscere che è stato abile e che si è smarcato bene. Sul piano politico credo che non avrà comunque vita facile e bisogna vedere se regge l’urto: in molti nel suo partito (e in ambienti limitrofi, editoriali, etc) continueranno a provare a farlo fuori, magari cercando di sganciare qualche “bomba” (il solito ammuffito “briscolone” ?) o cercheranno di logorarlo sganciando qualche assessore di peso dalla sua squadra per convincerlo a farsi da parte. Chissà..
Quel che è certo è che Merola si candida a rappresentare un progetto politico che è finito, non esiste più : un centrosinistra con una bella gamba di centro e una gambetta di sinistra più o meno moderata, più o meno attenta a questioni sociali e diritti civili.
Una cosa è certa: in questo momento Bologna è “contendibile”, nel senso che nessuna forza in campo è organizzata, coesa e sicura di vincere: sembra anzi che si debba competere più sulle debolezze degli avversari che sulle sicurezze proprie.
Questo potrebbe presupporre, in linea teorica, anche il successo di una lista civica alternativa al PD.
L’ennesima implosione di un “nuovo” progetto politico a sinistra (L’Altra Europa) deve però far riflettere.
Quell’aggregazione non è fallita elettoralmente (quorum e tre eletti), nè politicamente (perchè la vittoria in Grecia di Tsipras e le ragioni politiche per cui era sorta sono sempre in campo, sono attualissime e in alcuni paesi europei anche vincenti). E’ fallita per la macroscopica incapacità, direi quasi strutturale, di darsi una leadership credibile e di creare una classe dirigente affidabile e responsabile: sono tutti finiti a far le solite assemblee inutili con mozioni verbose, incomprensibili ai più, lontane mille miglia da un qualsiasi problema serio che una qualsiasi persona normale vive ogni giorno della sua vita.
A Bologna una lista civica potrebbe puntare a essere “maggioranza” e governare la città? Per me solo a tre condizioni:
1) Avere un/a leader candidato/a sindaco credibile e carismatico, sufficientemente autorevole da tenere tutti gli immancabili cagacazzo che saltano fuori in questi casi al loro posto.
2) Avere il supporto forte e convinto di un numero consistente di persone/personalità che in modo disinteressato (rispetto alle loro sorti personali o poltrone) e interessato (ai temi amministrativi, sociali e politici della città) siano pronti a dare il loro contributo sia in termini di faccia che di braccia.
3) Dare la percezione a una parte consistente dell’elettorato che non si tratta della solita fuffa autoreferenziale di sinistra ma di un progetto che assieme a contenuti innovativi e autonomi coniuga anche leader e dirigenti capaci di portarli avanti.
Non so se queste tre condizioni ci siano, ritengo però che sia necessario andarlo ad appurare…

Paolo Soglia

Le grandi manovre per le Comuniadi 2016

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Odo rumor di cingoli in movimento: partitoni, partitini e partitelli, ex partiti, notabilato politico di lungo corso e nuovi funzionarietti zelanti. Attorno tanti esponenti orfani di formazioni scomparse che vagano in cerca d’autore. Tutti comunque pronti al posizionamento.
Virginio è lì, ma dice poco. L’impressione è quella dell’ostaggio che tiene in ostaggio. Attorno ha l’amorevole partito che farebbe molto volentieri a meno di lui ma che al tempo stesso non vuol rischiare “effetti Bartolini”. Quindi i pretendenti stanno tutti quieti come piccoli fonzie. Ciò nonostante ogni giorno c’è qualcuno nel PD che salta su a dire che “Virginio è il nostro candidato Sindaco”. Se lo è perchè ribadirlo tutti i giorni? Mica è uno yogurt che scade in 24 ore… Lui è ostaggio di un partito che lo ricandida commissariandolo, ma al tempo stesso tiene in ostaggio il suo partito tramite la sua intrinseca debolezza.
Attorno, comunque, girano in cerchio tanti squaletti che alimentano il consueto stillicidio delle voci di corridoio: Siam poi sicuri che ce la fa? E se si dimette prima….

Fuori dal palazzo fioccano liste, listine, listoni e listelle. Parola d’ordine obbligatoria: “aperti e inclusivi”. Frase che abrogherei assieme a “dal basso” , “cittadinanza attiva” e “società civile”. Ovviamente tutti sono aperti e inclusivi ma intanto ognuno fa (o sta pensando di fare) la sua lista aperta e inclusiva con gli amici suoi, perorandosi di preannunciarlo via web per fregare sul tempo gli altri aperti e inclusivi che arriveranno dopo.
Ne parlo con amici e ogni tanto mi contatta anche qualcuno che mi chiede cosa ne penso di un’idea che ha in mente…
Quasi sempre ne penso bene, perchè la teoria magari sta in piedi, ma la pratica… Mannaggia la pratica…. E come si fa? E poi sta città così frammentata e fatta di mondi sempre più distanti e impermeabili tra loro non aiuta.

Potendo dare ancora il cattivo esempio non abbondo quindi di buoni consigli, ma come diceva Forrest Gump dopo aver corso senza meta per un anno: “sono un po’ stanchino”.

Paolo Soglia