Misteri della fede… crescono le firme e calano i sondaggi

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Dunque: a quanto pare per L’Altra Europa con Tsipras c’è stato un boom di firme: 220.000 quelle raccolte in tre settimane, tutte le circoscrizioni coperte, tutte le Regioni (compresa la Valle D’Aosta dove le firme sono quasi 4000 su 100.000 abitanti, risultato incredibile). Ebbene, al boom di firme ha fatto immediato seguito un crollo della lista nei sondaggi: dal 7% si passati attorno al 4%. Ipsos di Pagnoncelli (che va su Ballarò ogni settimana…), in particolare, si “supera” e la da al 3.1%… Ben lontani dunque dalla soglia d’accesso e addirittura sotto al fantasmagorico Centro Sciolto di Monti (chi?) ed altri fantasmi che fino a due giorni fa era scomparso allo zero virgola è adesso è improvvisamente resuscitato come Lazzaro…
Ora, io non son dietrologo, mi piacerebbe però capire come si spiegano questi due fenomeni: o ci sono misteri statistici e cortocircuiti tra le firme “vere”, quelle raccolte in piazza, e i dati “presunti” (i sondaggi…) oppure… Oppure è scattata l’operazione “Voto Utile”, della serie #cosalivotateafarechenonpassanolosbarramento. Che i sondaggi sovrastimino o sottostimino grossolanamente non è una novità: basti pensare a quali erano le previsioni prima del voto alle politiche e a quelli che sono stati poi i dati reali (Grillo era sottostimato di “appena” un 7%.. inezie..). Ma chi si occupa di comunicazione sa perfettamente che il sondaggio serve anche a produrre un effetto indotto, è la “profezia che si autoavvera”: serve per tirare la volata creando l’effetto onda lunga o viceversa a deprimere un elettorato.
A questo punto non resta che lavorare sui territori, con un vantaggio in più: siamo talmente sottostimati che anche se prendiamo solo il 4,5% diventeremo per forza la “sorpresa” delle Europee… Tanto i sondaggisti se la cavano sempre: saranno tutti li in tv a dire che si sono sbagliati (ma guarda un po’…) mica perdono il lavoro, anzi… Più si sbaglia e più si sonda.

Paolo Soglia