Alla ricerca dell’orgasmo perduto…

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Clamorosa e ferale notizia: il “Punto G” non esiste.
Ad affermarlo una coppia di sessuologi italiani, Vincenzo e Giulia Puppo (nomen homen..), che hanno pubblicato il loro studio su “Clinical Anatomy” parlando addirittura di “frode scientifica”. Per i Puppo l’unico orgasmo femminile possibile è clitorideo. Il punto G e l’orgasmo vaginale che alcune donne sostengono di provare non esistono: “È sempre e soltanto causato, invece, dalla stimolazione degli organi erettili circostanti [cioè il clitoride], che scatenano l’orgasmo femminile”. Sarebbero “privi di basi scientifiche” anche l’eiaculazione femminile e il cosiddetto Pgap (Persistent genital arousal disorder, cioè il disturbo persistente dell’eccitazione genitale). C’è anche però la lieta novella: “In tutte le donne  l’orgasmo è sempre possibile se gli organi erettili femminili, cioè il pene femminile, sono efficacemente stimolati durante la masturbazione, il cunnilingus, la masturbazione da parte del partner o durante i rapporti vaginali o anali”
Insomma: sessant’anni di studi, saggi, articoli, discussioni, ipotesi e ardite ricerche pratiche “sul campo” buttati nel cesso. O Come si suol dire con un’espressione volgare ma che rende l’idea: “per l’anima del cazzo…”.
Forte l’irritazione soprattutto nel mondo editoriale (cartaceo e on line), per il quale la vendita di guide e strumenti per la precisa individuazione dei “Punti G” costituiva una boccata d’ossigeno in un momento di fortissima crisi del settore.

Ma non tutto è perduto, la Scienza infatti non si dà per vinta.
Un’altra grande affascinante avventura è appena cominciata: la ricerca del “Punto H”

Paolo Soglia