Perchè stiamo tornando alla guerra fredda rischiando la guerra nucleare?

 

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Il reporter indipendente Robert Parry scava: Per gli USA l’Ucraina non è strategica, quindi perchè stiamo rischiando la guerra termonucleare in Europa?
Secondo Parry Obama è ormai ostaggio dei neocon statunitensi che si giocano le ultime carte per la supremazia mondiale e vogliono togliere ai russi la loro miglior arma, che non sono i missili ma il gas, e impedire che Russia e Cina e altre potenze emergenti si affranchino dall’egemonia finanziaria USA basata sul dollaro spodestando la dittatura di Wall Street.
due informazioni importanti:
1) Dopo il colpo di Stato a Kiev la più grande azienda privata di gas dell’Ucraina, Burisma Holdings, ha nominato il figlio del vicepresidente degli Stati Uniti Biden, Hunter Biden, nel suo consiglio di amministrazione (un piccolo conflitto d’interessi?).
2) Secondo la US Energy Information Administration, l’Ucraina ha le terze maggiori riserve di gas di scisto in Europa, pari a 42.000 miliardi di metri cubi, un bersaglio invitante soprattutto perché le altre nazioni europee, come la Gran Bretagna, Polonia, Francia e Bulgaria, hanno resistito alla tecnologia fracking a causa delle preoccupazioni ambientali.
Piccolo particolare: le riserve sono nell’est dell’Ucraina… (guarda un po’…)

Ecco l’intero articolo, da leggere assolutamente:
http://consortiumnews.com/2014/09/03/the-whys-behind-the-ukraine-crisis/

MH17, il mistero malese d’Ucraina: Gli USA condannano ma non mostrano le prove. Perchè?

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E’ uno strano processo quello che sta imbastendo l’amministrazione americana sull’abbattimento del boing malese in Ucraina. Fin dai primi minuti dopo lo schianto gli Usa hanno dispiegato tutta la potenza comunicativa di cui dispongono per affermare sostanzialmente tre cose:
1) Si dicono certi che non c’è alcuna responsabilità Ucraina nella vicenda.
2) Si dicono certi che ad abbattere il boeing e uccidere quasi 300 persone sono state le milizie filorusse con un missile terra/aria BUK e dicono di averne le prove.
3) Si dicono certi che  I miliziani hanno ricevuto i missili dalla Russia quindi anche se non è provato un diretto intervento russo nella vicenda i russi sono comunque responsabili.

Se fossimo in un’aula di tribunale dopo un’arringa così infuocata, in cui si indica con il dito l’imputato, ci aspetteremmo che il rappresentante della pubblica accusa si avvicinasse alla Giuria e affermasse: “E queste signori sono le prove che inchiodano il colpevole”, e poi ce le mostrasse:
Invece nulla di tutto questo: nell’ultimo “briefing” convocato dalla CIA a uso e consumo delle principale testate americane, alla fine di dell’arringa è stato detto che le prove ci sono ma non possono essere mostrate per “non mettere in pericolo le strutture di intelligence sul campo” e che comunque hanno validato le accuse ucraine “circolate sui social network”.
C’è pure un problema: la divisa del militare che spara il razzo pare sia ucraina, quindi si tratterebbe di un “disertore” passato coi filorussi.
Ora, ditemi voi: se fossimo in un tribunale la pubblica accusa sarebbe immediatamente convocata a colloquio dal giudice per sapere se sta scherzando e in quel caso si beccherebbe pure una sanzione per oltraggio alla Corte.

Un ulteriore elemento di incongruenza sta nel fatto che a differenza della pubblica accusa l’imputato, da parte sua, ha raccontato la “sua verità” mostrando quelle che ritiene siano le sue prove a discolpa: i russi infatti hanno fatto vedere le immagini satellitari dei siti ucraini (3 postazioni) che avevano dislocato le batterie BUK attorno al luogo dell’abbattimento.
Non solo: hanno mostrato anche le tracce radar di un caccia Sukoy-25 che volava proprio sotto al boeing malese al momento dell’impatto.
E poi hanno rilanciato chiedendo:
1) Perchè gli ucraini hanno sempre smentito la presenza di batterie missilistiche e aerei in volo confermate invece dalle immagini e dalle tracce dei radar?
2)  Perchè gli ucraini non hanno ancora diffuso (sono state secretate) le conversazioni tra l’aereo e la torre di controllo di Kiev?
E infine hanno lanciato il guanto di sfida alla pubblica accusa: i russi affermano che un satellite spia americano era posizionato proprio sopra il cielo di Donetsk all’ora dell’impatto e ha visto tutto e quindi chiedono agli americani di mostrare al mondo le loro immagini.

Cosa hanno risposto gli americani? Zero.
E gli Ucraini? Ancor più muti.
A questo punto, se fossimo in un’aula di giustizia il processo andrebbe in tutt’altra direzione, invece, visto che siamo nel mondo reale, le macchine della propaganda vanno avanti a tutto regime.
Quanti giornalisti si sono alzati per chiedere perentoriamente alla Casa Bianca di mostrare le prove di quel che dice? Forse qualche free lance autorevole tipo Robert Parry, l’unico ad aver svelato che le immagini in possesso dell’intelligence Usa non collimano con la versione ufficiale (i soldati della postazione BUK da cui sarebbe partito il missile hanno divise ucraine). Tutti gli altri si sono accontentati della versione dell’intelligence senza porre domande. Eppure i casi delle “armi di distruzione di massa” di Saddam e degli attacchi chimici di Assad denunciati con la stessa sicumera dagli USA (“abbiamo le prove…”) avrebbero dovuto insegnare qualcosa.

Cos’è successo dunque sui cieli di Donetsk?
Proviamo a ipotizzare i possibili scenari partendo dalle domande più importanti.
1) Perchè quell’aereo si trovava proprio su quella rotta pericolosissima (i filorussi avevano già abbattuto precedentemente 12 velivoli militari con missili terra aria)?
2) Perchè gli Ucraini smentiscono la presenza di batterie antiaeree e di caccia in volo e hanno secretato le conversazioni radio col boeing?
3) Perchè le milizie filorusse che smentiscono di avere lanciato il missile hanno più volte lasciato trapelare che potrebbe essersi trattato di un errore “indotto”?

4) Perchè gli americani che asseriscono di avere le immagini del lancio del missile non le mostrano al mondo e non forniscono il materiale alla commissione d’indagine internazionale?
5) Perchè i russi che sono così prodighi di immagini satellitari e le mostrano al mondo non dispongono a loro volta di quella fondamentale: il lancio del missile?

A questo punto gli scenari possibili sono questi:
1) Il boing è stato abbattuto in modo intenzionale, sapendo di fare 300 vittime innocenti.
2)  Il boing è stato abbattuto per errore nell’ambito di una battaglia tra le forze Ucraine e i miliziani filorussi
Il primo caso è il più improbabile, poichè una simile responsabilità non gioverebbe a nessuna delle due parti in conflitto nè ai loro protettori e una volta che fosse accertata la dinamica i responsabili ne uscirebbero estremamente indeboliti sia sul piano militare che sul piano politico.
Il secondo caso è quello più probabile, ma a questo punto bisogna chiedersi se “l’errore” è stato dovuto solo all’impreparazione e alla cinica irresponsabilità di una delle parti in causa, oppure se si è trattato di un “errore indotto”, in cui una delle due parti ha costruito una trappola utilizzando un’esca per attirare il fuoco nemico, inducendolo a sparare su un obiettivo civile pensando che fosse un obiettivo militare.
Il tutto al fine di sfruttare cinicamente una tale barbarie e rovesciare le sorti del conflitto, imponendo una resa ai combattenti o quanto meno inducendo il paese protettore a prenderne le distanze, cessando i rifornimenti militari e ritirando l’appoggio politico.

Paolo Soglia

MH17, il mistero malese d’Ucraina – prima parte

Su 25 vs MH 17

L’abbattimento del boeing 777 – MH17 della Malesian aerlines rappresenta un caso di scuola per quanto riguarda il rapporto propaganda/informazione.
Ricapitoliamo: un aereo civile con 288 passeggeri a bordo viene abbattuto in pieno giorno mentre sorvola un’area in cui si sta combattendo un aspro conflitto tra Forze armate Ucraine e separatisti filorussi. Dietro ai primi agiscono gli Stati Uniti che hanno organizzato la rivolta di Maidan a Kiev e la defenestrazione del presidente filorusso Janukovyč, sostituendolo con l’attuale premier filoccidentale  Poroschenko.
Dietro i secondi c’è la Federazione Russa: Putin ha sempre sostenuto l’idea che l’Ucraina debba restare in orbita filorussa. Ha accusato gli USA di aver destabilizzato l’Ucraina con la rivolta di Maidan per estendere il controllo NATO ai confini della Federazione in funzione Antirussa . Dopo essersi annessa la Crimea la Russia appoggia e rifornisce di armi e mezzi i separatisti dell’autoproclamata Repubblica del Donbass dell’est Ucraina.
Attorno alle 16 ora locale il boeing malese che stava sorvolando Donetsk a un’altezza di 10.000 metri scompare dagli schermi, pochi minuti dopo viene confermato l’abbattimento e viene rintracciata l’area dello schianto: un campo agricolo a circa 20 km da Donetsk.
Le notizie del rinvenimento dei resti dell’aereo sono quasi contemporanee alle prime dichiarazioni delle varie parti in causa che si scambiano accuse rimpallandosi la responsabilità della tragedia.
La prima e più evidente delle domande dovrebbe essere “cosa ci faceva lì quell’aereo?” Perchè la sua rotta era stata spostata così a nord rispetto al corridoio areo che costeggia la Crimea, in modo da coincidere con l’area più calda del conflitto dove agivano contraeree delle opposte fazioni? Perchè non è stato chiuso quello spazio aereo ma semplicemente “limitato a voli con altezza maggiore di 32.000 piedi (10.000 metri)?
Tutte domande per ora senza risposta, analizziamo quelle che invece da subito sono cominciate a circolare: le varie versioni (di parte) sull’abbattimento del volo MH17.

Le versioni

1) La versione di Kiev
Le autorità Ucraine sono le prime ad affermare che l’aereo è stato colpito da un missile lanciato dai separatisti: si tratterebbe di un razzo BUK di fabbricazione sovietica montato su una postazione mobile che può abbattere velivoli fino a 10.000 metri di quota.
L’armamento è in dotazione anche alle forze ucraine che negano però ogni coinvolgimento accusando oltre ai separatisti anche la Russia che avrebbe fornito le armi ai ribelli e il personale qualificato per usarle, oltre ad aver dato la necessaria copertura radar per l’abbattimento.
Il sistema d’arma BUK è un missile contraereo a guida radar “semi-attiva”: in sostanza il razzo ha bisogno di un sistema radar che lo indirizzi verso “il target” non essendo dotato di un radar autonomo capace di riconoscere e seguire autonomamente l’obiettivo
A suffragio della loro tesi gli ucraini diffondono appena 20 minuti dopo lo schianto una intercettazione in cui il capo dei separatisti della Repubblica di Donetsk parlando con un ufficiale russo ammetterebbe di aver abbattuto l’aereo scambiato per un obiettivo nemico (nei giorni precedenti diversi aerei cargo e da trasporto truppe ucraini erano stati abbattuti dai separatisti, ma mai erano stati utilizzati sistemi missilistici così sofisticati).
Gli Ucraini hanno anche mostrato un video (la cui autenticità è piuttosto controversa) che mostrerebbe una postazione di missili BUK in mano ai separatisti mentre viene trasferita oltre il confine russo.

2) La versione degli USA
Sostanzialmente ricalca quella di Kiev, anche se gli americani sono più cauti nell’accusare direttamente la Russia di aver avuto una parte attiva nell’abbattimento dell’aereo civile, anche se lo lasciano intendere.
In sostanza attribuiscono il lancio del missile con certezza ai separatisti filorussi e accusano la Russia di non far nulla per controllarli, anzi: Putin viene aspramente criticato e accusato di voler ritardare i soccorsi e di boicottare le ricerche dei corpi delle vittime.
In sostanza la Russia viene accusata di essere il “mandante morale” dell’abbattimento e di voler coprire le proprie responsabilità.
I separatisti vengono accusati di non permettere l’accesso all’aerea dello schianto ad osservatori e investigatori indipendenti al chiaro scopo di inquinare le prove di un loro coinvolgimento.
Il presidente Obama nei giorni successivi la tragedia è molto attivo nell’accusare i separatisti dell’accaduto individuando le responsabilità russe e nel fare forti pressioni su Mosca per un suo disimpegno dall’area del conflitto.

3) La versione dei separatisti
Non parlano con voce unica e spesso le informazioni da questa fonte sono contraddittorie.
Negano un loro coinvolgimento nell’abbattimento del boeing e affermano che le registrazioni ucraine in cui i loro capi confermerebberono l’abbattimento sono state contraffatte. Inoltre affermano di non possedere batterie antiaeree BUK.
Durante le ricerche prima annunciano il ritrovamento delle scatole nere, poi lo smentiscono. Affermano di volerle consegnare a Mosca ma la Russia rifiuta: dopo tre giorni di incertezza le scatole nere appaiono a Donetsk e sono consegnate alle autorità malesi.

4) La versione dei Russi
La Russia nega ogni coinvolgimento diretto nell’abbattimento e cerca di scagionare anche i separatisti filorussi addossando la colpa alle forze armate ucraine. La prima dichiarazione ufficiale riguarda la responsabilità di Kiev poiché, secondo i russi, l’aereo è “caduto in territorio ucraino”.
Inizialmente i media russi fanno anche balenare l’ipotesi che in realtà il vero obiettivo fosse l’aereo presidenziale su cui volava Putin di ritorno dal Brasile che ha incrociato quella rotta poco tempo prima, tesi poi abbandonata.
Incalzati dalle accuse americane e dalla campagna mediatica conseguente la Russia si è formalmente schierata per l’apertura di un’indagine internazionale (votando pure la risoluzione australiana all’Onu) e hanno cercato di  controbattere le accuse affermando che attorno all’aereo malese c’erano caccia ucraini, in particolare un SU-25 di cui hanno mostrato rotta e tracciati presi dai loro centri radar (Rostov), affermando di essere in grado di poter provare questa presenza aerea. Durante una conferenza stampa hanno affermato che gli ucraini disponevano di postazioni BUK collocate proprio nei pressi del luogo della tragedia il giorno prima dell’abbattimento, accusando gli ucraini di veicolare false affermazioni. Sostengono infine che i satelliti spia americani dispongono delle immagini dell’abbattimento che proverebbero il coinvolgimento ucraino.
I portavoce ufficiali non affermano esplicitamente che siano state le truppe ucraine a lanciare deliberatamente il missile ma lo lasciano intendere o lo fanno dire alla propaganda.

(Fine prima parte)

Paolo Soglia

Nella seconda parte: i possibili scenari dell’abbattimento.

Fantacrisi: se si ritorna alla guerra fresca la soluzione è un’asta…

obama-clown1La situazione Ucraina ha riportato in auge scenari da guerra fredda. Oddio, proprio fredda magari no, però “freschina”.
Vedendo Obama che si sbracciava ieri per ribadire che bisognava assolutamente comprare gli F35 (che era poi l’unica cosa di cui gli interessava parlare con il Governo italiano, visto che contiamo come il due di coppe quando briscola è a bastoni) mi è venuta un’idea talmente del cazzo che potrebbe pure funzionare.
Per uscire dalla crisi potremmo cominciare a far sapere in giro che stiamo pensando di mollare la UE per aderire con un patto di alleanza strategica alla Federazione Russa. Mica vero ovviamente, ma tanto per buttarla lì.

Per rendere la cosa un minimo seria bisognerebbe creare un po’ di inquietudine e allarme nelle cancellerie occidentali: ad esempio si potrebbe nominare Giulietto Chiesa Ministro degli Esteri al posto della Federica (chi?) Mogherini . Sarebbe già un bel segnale…
Poi, subito prima del G7 dell’Aia senza la Russia,  bisogna invitare Putin in Italia, ma non a Roma: lo si fa girare un po’ qui un po’ la in luoghi ameni (Aviano, Maddalena, Golfo di Napoli…) chiedendogli se gli interessano delle aree per parcheggiare qualche sottomarino e qualche aereo. Così, tanto per sapere…

Una bella asta dunque: “AAA affittasi piattaforma nel Mediterraneo, posizione esclusiva, riservatezza garantita e pagamento anticipato,  chi offre di più?” Ebbene, credo che nel giro di qualche giorno ci verrebbe abbonato gran parte del debito: l’FMI che si appresta a dare all’Ucraina 30 miliardi di euro a noi ce dovrebbe dare almeno 300. E in quanto al fiscal compact e al tetto del 3%… Beh, ne parliamo poi un’altra volta con tanti saluti alla signora Merkel.

Paolo Soglia