Merolì, Merolà…

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26 maggio 2011 – QUESTIONE DI CIVIS-TA’
Merola: “E’ interesse della città concludere i cantieri del Civis al più presto”. E’ quanto afferma il sindaco di Bologna Virginio Merola, rispondendo ai cronisti a Palazzo D’Accursio, in merito ai lavori ancora in corso per la realizzazione del tram su gomma.

7 giugno 2011 – IL CIVIS E’ UN GRAN PACCO
«Lo ridiamo indietro, questo pacco!». Così risponde al giornalista di Report, Alberto Nerazzini, il sindaco Virginio Merola che si lancia poi su progetti come il People Mover e il Passante Nord: “È una vicenda che ho condiviso fin dall’inizio  io sono per partire al più presto “.

17 ottobre 2012 – STALINISTA!
Merola (bersaniano ‘de fero’) attacca Renzi e i renziani: “Quella del “se vinco io tutti gli altri a casa” è vecchia politica, che ricorda un sistema stalinista”.

25 aprile 2013 – IL MIGLIORE
Merola diventa renziano: “Io mi sono opposto a Renzi, oggi penso sia una nostra risorsa, ma non per questo mi sento un traditore. Il primo cittadino di Firenze ha tutte le caratteristiche per essere il nostro candidato per il futuro governo. Questo poi lo deciderà il congresso. Andiamo verso una fase in cui è importante essere uniti pur nelle differenti posizioni e opinioni. Bisogna fare il Pd e convivere con la pluralità. La sinistra moderna deve esser questo”.

23 ottobre 2015 – IL PASSANTE NORD SI FA
Merola è raggiante “L’accordo è vicino, Stiamo per sbloccare i fondi da 1,4 miliardi…”

11 novembre 2015 –CONTRORDINE COMPAGNI: IL PASSANTE FA SCHIFO
Merola è tranciante: “Idea superata, il miliardo e 300 milioni già stanziati per l’opera dovranno essere utilizzati per ampliare l’autostrada e la tangenziale di Bologna che corrono parallele.”

Novembre 2014 – VIVA IL JOBS ACT, ABBASSO L’ARTICOLO 18
Merola attacca i parlamentari che non votano il Jobs Act: “L’articolo 18 è un ostacolo per i precari. Chi nel Pd non lo vota faccia come gli pare. Ricordo solo- manda a dire Merola, oggi a margine di una commissione- che non siamo un’armata Brancaleone. Se si decidono le cose a maggioranza bisogna rispettare, in qualsiasi comunità che si chiami partito, i deliberati della maggioranza”.

30 Maggio 2016 – IL JOBS ACT E’ UN OBBROBRIO, ABOLIAMOLO!
Il primo cittadino Pd Virginio Merola ha firmato per la nuova Carta dei diritti proposta dalla CGIL e, soprattutto, per il referendum sulla modifica del Jobs act, la legge-simbolo del governo Renzi. Una firma che punta, tra le altre cose, a reintrodurre l’articolo 18: “L’ho fatto perché credo sia importante rimettere il lavoro al centro delle nostre riflessioni”.

Paolo Soglia

Bologna: cosa passa oggi il convento

Merola-rcdc Oggi ho incontrato Virginio in radio: lui aveva appena finito di fare l’intervista che vedete sul sito di RCdC: io arrivavo per preparare la rassegna stampa. due chiacchiere veloci, abbracci e saluti, ma le cose politicamente “pesanti” le ha dette in onda:
1) Non si tira indietro (“l’unica mia passione è fare il sindaco…”) e lancia un guanto di sfida ai presunti candidati alternativi (Galletti, Dionigi) sfidandoli apertamente, anche a fare le primarie.
2) Attacca il suo partito, e De Maria in particolare: vuole quindi riaffermare quella figura da “outsider” interno al Pd con cui si era presentato nel 2011.
3) Vuole rinsaldare l’alleanza con Sel (Merola infatti è ormai l’unico tra vecchi e neo “renziani” che parla di rilanciare l’esperienza del centrosinistra che è ormai sostanzialmente estinta). Parla di progetti concreti, di amministrazione e partecipazione: però per quanto riguarda la “partecipazione” ha glissato alla grandissima sul referendum sulle scuole private dove ci aveva messo la faccia, ha perso, e ha poi bellamente ignorato. Insomma, mi sembra che Merola tenti di uscire dalla tenaglia in cui lo sta mettendo il PD, cercando di ripresentarsi come un outsider civico di centrosinistra capace di tenere in piedi quello che in Italia Renzi (e prima di lui molta “ditta” affascinata dai Mario Monti e compagnia) ha sfasciato completamente.
Sul piano comunicativo devo riconoscere che è stato abile e che si è smarcato bene. Sul piano politico credo che non avrà comunque vita facile e bisogna vedere se regge l’urto: in molti nel suo partito (e in ambienti limitrofi, editoriali, etc) continueranno a provare a farlo fuori, magari cercando di sganciare qualche “bomba” (il solito ammuffito “briscolone” ?) o cercheranno di logorarlo sganciando qualche assessore di peso dalla sua squadra per convincerlo a farsi da parte. Chissà..
Quel che è certo è che Merola si candida a rappresentare un progetto politico che è finito, non esiste più : un centrosinistra con una bella gamba di centro e una gambetta di sinistra più o meno moderata, più o meno attenta a questioni sociali e diritti civili.
Una cosa è certa: in questo momento Bologna è “contendibile”, nel senso che nessuna forza in campo è organizzata, coesa e sicura di vincere: sembra anzi che si debba competere più sulle debolezze degli avversari che sulle sicurezze proprie.
Questo potrebbe presupporre, in linea teorica, anche il successo di una lista civica alternativa al PD.
L’ennesima implosione di un “nuovo” progetto politico a sinistra (L’Altra Europa) deve però far riflettere.
Quell’aggregazione non è fallita elettoralmente (quorum e tre eletti), nè politicamente (perchè la vittoria in Grecia di Tsipras e le ragioni politiche per cui era sorta sono sempre in campo, sono attualissime e in alcuni paesi europei anche vincenti). E’ fallita per la macroscopica incapacità, direi quasi strutturale, di darsi una leadership credibile e di creare una classe dirigente affidabile e responsabile: sono tutti finiti a far le solite assemblee inutili con mozioni verbose, incomprensibili ai più, lontane mille miglia da un qualsiasi problema serio che una qualsiasi persona normale vive ogni giorno della sua vita.
A Bologna una lista civica potrebbe puntare a essere “maggioranza” e governare la città? Per me solo a tre condizioni:
1) Avere un/a leader candidato/a sindaco credibile e carismatico, sufficientemente autorevole da tenere tutti gli immancabili cagacazzo che saltano fuori in questi casi al loro posto.
2) Avere il supporto forte e convinto di un numero consistente di persone/personalità che in modo disinteressato (rispetto alle loro sorti personali o poltrone) e interessato (ai temi amministrativi, sociali e politici della città) siano pronti a dare il loro contributo sia in termini di faccia che di braccia.
3) Dare la percezione a una parte consistente dell’elettorato che non si tratta della solita fuffa autoreferenziale di sinistra ma di un progetto che assieme a contenuti innovativi e autonomi coniuga anche leader e dirigenti capaci di portarli avanti.
Non so se queste tre condizioni ci siano, ritengo però che sia necessario andarlo ad appurare…

Paolo Soglia