Merder League

Grande successo della Merder League, il nuovo campionato delle figure di merda lanciato da 12 top club del calcio europeo.
Ecco la classifica:
3° posto: se lo aggiudicano le sei squadre inglesi. Partite boriosamente come l’asso nella manica per lanciare la nuova super lega, dopo appena 48 ore hanno fatto dietrofront. Spaventate dalla reazione dei loro tifosi, sputtanate dai loro giocatori e allenatori e annichilite da Boris Johnson che le ha appese al muro, si sono subito ritirate in buon ordine e sono state riaccolte come figliol prodighe dalla Uefa.
Vincono comunque la medaglia “Merdina” per la loro partecipazione.
2° posto: si piazzano al posto d’onore le italiane Inter e Milan e le spagnole Atletico e Barcellona. Ognuna per meriti diversi: Inter e Atletico si sono sfilate alla chetichella quando ormai se ne erano già andate le inglesi e ottengono la prestigiosa “Coppa Guano”.
Il Milan che è sempre stato zitto e ha fatto finta di niente, prima e dopo, vince la speciale classifica cannonieri “Stai Cagato”. Un pelo più su il Barcellona che col suo Presidente prima si è accodato alla superlega e poi quando se l’è vista brutta coperto di critiche ha detto “comunque l’ultima parola spetta ai soci”: a lui e al club azulgrana va il riconoscimento “Stronzio Pilato” che generalmente si assegna al miglior quaquaraquà del torneo.

1° posto: e veniamo finalmente ai vincitori assoluti, pari merito, della Merder League di quest’anno: Juventus e Real Madrid.
Sono le due squadre che da anni detengono il più alto numero di trofei, stando sul cazzo a tutti sia in patria che in Europa. Ultimamente le prestazioni si erano un po’ appannate: i risultati non brillantissimi avevano fatto un po’ scordare ai tifosi quanto siano stronzi. Ci hanno pensato però i loro presidenti, noti filantropi, Andrea Agnelli e Florentino Perez a ricordarcelo e a rilanciare alla grande i loro club.
Perez, presidente della neonata e neoabortita super lega ha rilasciato una delirante intervista professando la nuova lega come la “salvatrice del calcio”, animata dal desiderio di aiutare i club più deboli. Che è un po’ come dire che la borsa di Wall Street è una onlus dedita al sostegno dei poveri e degli oppressi. A lui spetta l’ambitissimo titolo di “Grandissimo Cornuto”, la coppa che si può anche indossare mettendosela in testa.
Ex aequo il collega Agnelli, vicepresidente, che come Hitler nel bunker è sempre rimasto li, impavido, sempre convinto anche quando si sfasciava tutto della vittoria finale. A lui va anche riconosciuto il “premio Giuda” per aver mentito spudoratamente in Italia e in Europa a tutti i suoi colleghi e aver tirato la coltellata alle spalle nella notte al calcio europeo.
Son soddisfazioni…

I vostri figli ingrati vi occupano il D.A.M.S (omaggio nell’anno del cinquantenario / #Dams50)

L’11 marzo del 1986 il Dams di via Guerrazzi venne occupato dal collettivo Damsterdamned.
Furono giorni di autogestione, appropriazione degli spazi e delle attrezzature, si organizzarono laboratori e seminari, furono realizzate rassegne cinematografiche, si produssero quintali di volantini, appelli, fanzine, pure un fotoromanzo.
E naturalmente ci furono molte feste… La sede divenne un caleidoscopio di graffiti.

Negli anni successivi l’Università decise di ridipingere i locali, decidendo di salvare solo alcuni disegni risalenti al ’77 e sacrificando tutto il resto. Prima che ciò avvenisse fotografai graffiti, murales, scritte sui muri, insomma tutte le testimonianze della vita che aveva albergato in quei locali durante l’occupazione. Nel 1991 assieme a Daniele Gasparinetti e alla cooperativa studentesca A/Lato proponemmo al rettore un progetto di Museo storico dei graffiti, per conservare nella memoria collettiva quel patrimonio di segni.
Ovviamente il rettore Roversi Monaco non era interessato e non se ne fece nulla (lo stesso Roversi Monaco che, trent’anni dopo, ha staccato i graffiti di Blu dai muri della città per portarli in un museo…)

A mezzo secolo dalla fondazione del Dams, quando sono in corso le celebrazioni per Dams50, ripropongo dunque queste foto, molte delle quali rimaste finora inedite, come testimonianza di quel luogo: il Dams Spettacolo di via Guerrazzi, che rappresentò nella seconda metà degli anni ’80 una delle factory più prolifiche di creatività giovanile.
Da quelle aule presero piede esperienze individuali e collettive le più diverse e originali che spesso hanno segnato la storia culturale della città, e non solo.

In apertura ripropongo anche il progetto originale del 1991 del Museo storico dei graffiti e un articolo di presentazione. A seguire le copertine e alcune pagine delle fanzine prodotte all’epoca, durante e dopo l’occupazione:”Notre Dams”, “Vai Marta”, “Il congiuntivo” e “Analfabeta” (rivista nazionale).

Dall’occupazione del Dams dell’86 germinò un fiorire di collettivi studenteschi in tutte le facoltà bolognesi che assunse via via anche una dimensione nazionale coinvolgendo una dozzina di università sparse nel paese e aveva un coordinamento itinerante che realizzava una rivista mensile, “Analfabeta”, distribuita nelle Feltrinelli e in librerie indipendenti: è stato probabilmente l’ultimo movimento studentesco organizzato in Italia, anche se non di massa come quelli degli anni ’70.
Bologna ne era il fulcro: oltre ai collettivi sparsi in ogni facoltà (Dams arte, lettere, scienze politiche, etc) venne fondata una cooperativa tipografica, la cooperativa Bold Machine, creata in maggioranza da studenti dei collettivi del Dams, che divenne in breve tempo il centro di produzione e stampa dei materiali di tutto il Movimento.
Vennero pubblicate diverse fanzine e riviste, che in parte raccontavano la cronaca e le battaglie di quel periodo (in maniera anche dissacrante), a cominciare dalle contestazioni al Novecentenario dell’Alma Mater, e in parte si proponevano come piattaforme di dibattito teorico.
Al di là degli esiti politici e delle intuizioni sul cambiamento profondo che si stava profilando sul piano sociale (la ristrutturazione capitalistica in chiave neoliberista degli anni ’80) che già indicava chiaramente l’aziendalizzazione del sapere e la scomposizione del mondo del lavoro, la sua precarizzazione, e conseguentemente la fine dell’egemonia della sinistra social-comunista sulle masse lavoratrici, la semina più profonda e duratura di quel biennio si sparse in città attraverso la fioritura di nuove iniziative culturali: ibridazioni, nuovi centri sociali che si aggregavano in nuove forme laboratoriali, più su una urgenza creativa e artistica che non meramente politica (vedi l’Isola nel Kantiere e successivamente il Link), subculture giovanili organizzate che non solo rinnovarono la scena della città, sul piano artistico, musicale, teatrale, audiovisivo e soprattutto della comunicazione, ma che in qualche modo sopravvissero allo scemare del movimento e in forme le più diverse, spesso anche attraverso percorsi individuali, hanno lasciato un loro marchio anche nella Bologna contemporanea.
In questa sezione pubblico alcune pagine delle riviste di movimento pubblicate tra l’86 e l’88.


Quel pasticciaccio brutto della cittadinanza onoraria a Mihajlovic

Siamo all’ennesima puntata della storia, non edificante, della concessione a Sinisa Mihalovic della cittadinanza onoraria.
Ne avevo parlato già in altre occasioni: nell’articolo pubblicato su “Cantiere Bologna” nel luglio scorso avevo già denunciato i danni prodotti dalla “politica emozionale”, quel modo di far politica sganciato ormai da una visione ideologica complessiva del mondo che porta a fare scelte e atti politici formali sull’onda dell’emotività del momento, nello specifico la malattia che ha colpito Mihajlovic che suscitò una generalizzata e spontanea solidarietà in città nei suoi confronti.

Ma la cittadinanza onoraria è tutt’altra cosa. Una onorificenza del genere ovviamente deve fare i conti con la specificità del personaggio insignito, non solo di un suo momento di difficoltà e dolore, ma di quel che ha fatto e ha rappresentato in vita.
Ecco dunque che i nodi vengono al pettine perchè Mihajlovic non è uno stinco di santo (e mai ha voluto esserlo), nel suo passato c’è il macigno della sua amicizia con il criminale di guerra serbo Zeljko Raznatovic, al secolo la “Tigre Arkan”, come pure gesti non edificanti fatti sul campo di calcio.
Tutto questo doveva essere già ben presente a chi in Consiglio Comunale gli tributò questo onore. Invece è passato tutto in cavalleria, spazzato via dalla politica emozionale del “qui ed ora”, quella che non ricorda il passato e notoriamente non pensa al futuro.

Accade così che nei giorni scorsi tramite una lettera aperta sottoscritta da oltre cento personaggi, anche degnissimi della mia stima, (Don Ciotti, Roberto Morgantini e tanti altri), sia stato pubblicamente chiesto a Mihajlovic di dissociarsi dal suo passato e di condannare le passate frequentazioni amicali.
Premetto che io una lettera del genere avrei avuto molta difficoltà a sottoscriverla, perchè detesto le richieste di abiura, soprattutto se promulgate a mezzo stampa.
Io credo che nel percorso di un uomo si possa sbagliare, anche tanto, abbracciando fedi e ideali nefasti e compiendo gesti sbagliati, ma il percorso di revisione delle proprie idee deve partire da se stessi e deve essere una riflessione autentica su chi si era prima e su chi si è diventati poi.
Una certificazione pseudonotarile di presa di distanze postuma, rilasciata solo al fine di ritirare una onorificenza mi sembra un atto sterile e forzato: sia per chi la chiede sia per chi eventualmente la dovesse sottoscrivere per quieto vivere, senza peraltro aver mai fatto veramente i conti con le proprie posizioni.

Oggi sul Corriere della Sera Sinisa Mihajlovic annuncia che non risponderà alla richiesta, anche se poi lo fa indirettamente nell’intervista tornando sulla sua passata amicizia con Arkan: «Non condividerò mai quel che ha fatto, e ha fatto cose orrende. Ma non posso rinnegare un rapporto che fa parte della mia vita, di quel che sono stato. Altrimenti sarei un ipocrita».
Mihajlovic in sostanza si barcamena in un dualismo tra Raznatovic, l’amico (già peraltro schedato come criminale comune) dei tempi della Stella Rossa, e la Tigre Arkan, di cui ammette si sia  macchiato di crimini orrendi durante la guerra in ex Jugoslavia.
Una presa di posizione che immancabilmente susciterà nuove polemiche e imbarazzi.

Quello che tuttavia per me è più imbarazzante è la decisione del Sindaco e della stragrande maggioranza trasversale del Consiglio Comunale di Bologna che a parte qualche eccezione (Amelia Frascaroli e i consiglieri di Coalizione Civica) si sono andati a imbottigliare in questo vicolo cieco. Da cui non si esce trasformando Mihajlovic in un santino, che chiede scusa e fa il bravo bambino.
Si vorrebbe, in sostanza, che a togliere le castagne dal fuoco della politica fosse lo stesso Mihajlovic rendendosi presentabile nel momento di ritirare il premio.
Ma se era impresentabile prima, perchè glielo avete dato? Perchè avete votato una cittadinanza onoraria basata sul fatto che aveva malauguratamente contratto la leucemia?

Dunque se Mihajlovic per non essere ipocrita con se stesso, dice lui, non rinnega la sua amicizia con Arkan, le forze politiche che in consiglio hanno votato la sua cittadinanza e adesso se ne vergognano (parlo in particolare dei consiglieri del PD), dovrebbero fare un atto di onestà politica e dire che si sono sbagliati, ritirando quella onorificenza.
Altrimenti – e questo è un paradosso della storia – risulterà che alla fin fine il più coerente in tutta sta vicenda resta Mihajlovic, che quel riconoscimento non l’ha mai chiesto e il cui desiderio, passata la pietas ricevuta nel momento della malattia, è solo quello di tornare a essere (son parole sue) “uno zingaro di merda…”

Paolo Soglia

Photo by Paolo Righi

La Granduchessa Rossa

Rossana Rossanda non faceva sconti a nessuno, tanto meno a se stessa.
E’ impressionante come si possa passare quasi un secolo di vita attraversando la storia, collezionando immani sconfitte, vedendo infrangersi ogni proprio principio ideologico trascinato nel fango dalla stupidità, dalla ferocia, dall’opportunismo e dalla menzogna e al tempo stesso rimanere così lucide e salde, senza perdere mai la spietatezza dell’analisi e la dolcezza della speranza.

E’ anche difficile scrivere di lei senza essere banali, agiografici e scontati.
Per me Rossanda era una figura matriarcale nobile, stimatissima e distante come lo possono essere solo le persone a cui reputi una statura intellettuale superiore.
Ecco perchè la chiamo la Granduchessa Rossa, una definizione che immagino le avrebbe fatto orrore. Ma ognuno si costruisce le proprie raffigurazioni in base al proprio immaginario.

Scorrerà un fiume di inchiostro per ricordare la sua figura e rammentarci le sue sconfitte politiche, le amarezze per un mondo andato in direzione “ostinata e contraria” rispetto a quello che lei avrebbe voluto, persino nel giornale da lei fondato.
Ma è un inganno. Vederla così significa non aver capito nulla.
La grandezza di Rossanda sta nel fatto di aver prodotto gli anticorpi necessari a mettere in discussione le proprie convinzioni, analizzando anche le nefandezze del “proprio campo”, pagandone il prezzo necessario, senza per questo abiurare se stessi e le proprie idee.

In un mondo in cui si ragiona esclusivamente di vittoria e sconfitta, a prescindere da chi siano i vittoriosi e gli sconfitti e da cosa rappresentino, l’anticorpo sta nel continuare ostinatamente a credere che vi sia, piuttosto, il giusto e il torto, e l’esser nel giusto significa non fare mai sconti, compromessi, abiure e crimini, nè in nome della propria parte nè in nome di Dio o del Re o del Partito.
Significa che non si deve mai arretrare, per disillusione o per comodità, neanche quando si viene messi “dalla parte del torto”.

Addio compagna Granduchessa,
Allez en avant, et la foi vous viendra

Paolo Soglia

Il due agosto che vorrei

Quasi perfetto.
E’ questo che pensavo stamattina nel piazzale della stazione, in questo due agosto anomalo che la pandemia ha scombussolato proprio nell’anno del quarantennale.
Può non esser condiviso da molti e può apparire strano che a dirlo sia un giornalista con alle spalle una carriera radiofonica, che ha sempre avuto a che fare con le parole, ma il due agosto che vorrei, da qui in avanti, in stazione, è molto simile a questo: rarefatto, poi silenzioso, infine solenne.

Le parole non vanno abolite, ma decentrate. Gli interventi istituzionali di sindaci e ministri, l’orazione del Presidente dei familiari, se potessi decidere io, continuerei a farli solo in sede istituzionale, a Palazzo D’Accursio o in Piazza Maggiore.
E poi via, un grande corteo: non solo quello ufficiale ma quello di popolo che arriva in stazione da tutte le parti e con tutti i mezzi, e che va a riempire Piazza Medaglie D’oro.

Chi vuol portare una bandiera la porti, chi vuole portare uno striscione lo faccia, una foto, una scritta. Ma per favore niente megafoni e niente comizietti improvvisati: non ce nè bisogno, non lì, a quell’ora e in quel luogo.
Quello è un grande momento: una messa laica solenne, senza officianti.

Vedo la gente che affluisce, gli amici che si incontrano e si salutano, le generazioni che si mischiano. Chi c’era, chi non c’era e chi ci sarà tra qualche anno, perchè adesso è ancora nella pancia di una mamma incinta o a sonnecchiare in un passeggino.

Poi quel vociare diffuso, determinato ma affettuoso, si affievolisce.
Sono le 10,25, la piazza è in silenzio.
Ma non è muta, anzi, quel silenzio è assordante, struggente, denso di significato.
E quando si sentono i tre fischi della sirena parte un applauso scrosciante che dura minuti.

E’ un sogno impossibile e non accadrà, ma mi piace pensarlo.
D’ora in poi questo è il due agosto che vorrei.

Viroland – rassegna internazionale / numero 15

DECCAN HERALD – INDIA
il contagio in India supera 13.000 casi Il Maharashtra rimane il più colpito con 3.202 .Poiché oltre 370 distretti in India hanno riportato casi di coronavirus, 170 distretti hanno identificato punti di crisi tra cui le principali metropolitane: Delhi, Mumbai, Chennai, Bangalore e Calcutta.
https://www.deccanherald.com/national/coronavirus-news-live-updates-indias-tally-spikes-over-11200-death-toll-rises-to-394-817763.html#1

EL PAIS – SPAGNA
Lo scrittore cileno Luis Sepulveda muore di coronavirus a Oviedo.
Il romanziere di 70 anni è stato uno dei primi casi diagnosticati in Spagna alla fine di febbraio. Prima di diventare una letteraria latinoamericana, nelle sue molte vite precedenti, Sepúlveda era stato uno chef di cucina e un attivista ambientale. La sua biografia era certamente degna di numerosi romanzi. Figlio di un membro del Partito comunista cileno e di un’infermiera di origine mapuche, ha studiato produzione teatrale presso l’Università Nazionale del Cile.
https://elpais.com/cultura/2020-04-16/el-escritor-chileno-luis-sepulveda-muere-por-coronavirus-en-oviedo.html

THE NEW YORK TIMES – USA
22 milioni di americani hanno presentato domanda di disoccupazione.
La Small Business Administration ha esaurito i fondi per il suo programma di protezione dello stipendio, hanno detto i funzionari giovedì, lasciando milioni di aziende incapaci di richiedere prestiti di emergenza mentre il Congresso fatica a raggiungere un accordo per ricostituire i fondi.

THE GUARDIAN – UK
Opinioni: Indipendentemente da come si leggono i numeri, questa pandemia è solo all’inizio.
Le persone sono comprensibilmente alla ricerca di buone notizie. Ma la verità è che non siamo vicini al controllo del coronavirus. Parlare del “picco” può essere fuorviante, perché non è chiaro se si sta parlando del Cervino o della Table Mountain – entrambi hanno un vertice, ma il picco è molto più pronunciato in uno rispetto all’altro. In paesi come l’Italia (a differenza di Wuhan) l’impennata iniziale della pandemia di Covid-19 non è evaporata rapidamente. Ci sono molte ragioni per questo, ma la più importante è che l’impatto del distanziamento fisico realizzato in Cina è stato difficile da realizzare altrove, principalmente a causa delle libertà che valutiamo correttamente nelle democrazie liberali.
https://www.theguardian.com/commentisfree/2020/apr/16/number-coronavirus-pandemic

ARAB NEWS – ARABIA SAUDITA
In Italia la mafia sfida il blocco del coronavirus.
I padrini della mafia sembrano non curarsi del coronavirus mentre i procuratori italiani indagano sul funerale in Sicilia del fratello di un ex capo della mafia per presunta violazione del blocco italiano COVID-19.
Secondo Franco Roberti, ex procuratore capo nazionale antimafia, la folla potrebbe aver deciso di tenere il funerale per dimostrare che sono ancora potenti – e che in Sicilia il crimine organizzato è al di sopra della legge.
https://www.arabnews.com/node/1659361/world

THE CONVERSATION – AUSTRALIA
Sono necessari posti letto e test. Ecco la soluzione prospettata in Australia.
Due dei bisogni più urgenti in tutto il mondo nella pandemia di coronavirus sono per più letti ospedalieri e centri di test . Nessun paese al mondo ha abbastanza letti ospedalieri o letti di terapia intensiva (ICU) per una pandemia. Anche i più preparati, come la Germania con 33,9 letti ICU per 100.000 cittadini , non ne hanno abbastanza.
Qui in Australia un consorzio sta lavorando per sviluppare due progetti, uno per le unità di terapia intensiva ospedaliera e uno per i centri di test COVID-19, che possono essere utilizzati in tutto il paese e all’estero. Usando container riciclati come struttura centrale, il prezzo degli edifici sarà inferiore a un terzo del costo dei progetti convenzionali.
https://theconversation.com/hospital-beds-and-coronavirus-test-centres-are-needed-fast-heres-an-australian-designed-solution-136041

 

Credits: Cristiana Palmieri

Viroland – rassegna internazionale / numero 14

LOS ANGELES TIMES – USA
Trump scarica su altri le sue colpe per il coronavirus.
Sotto la crescente critica sulla risposta ritardata della sua amministrazione alla crisi coronavirus, il presidente Trump ha intensificato i suoi sforzi per incolpare gli altri – inclusi l’OMS, il dottor Anthony Fauci, la Cina, i governatori e i media.
https://www.latimes.com/politics/story/2020-04-13/trump-stokes-up-his-blame-game-for-the-coronavirus

THE MOSCOW TIMES – RUSSIA
Ondata record, i casi di coronavirus in Russia superano i ventimila.
La Russia ha  confermato  2.774 nuove infezioni da coronavirus martedì, portando il numero ufficiale di casi del paese a 21.102 e segnando l’ultimo record di un giorno in nuovi casi. Centosettanta sono stati uccisi dal virus.
https://www.themoscowtimes.com/2020/04/14/russias-coronavirus-cases-surpass-20000-in-latest-one-day-record-surge-a69710

DE TELEGRAAF – OLANDA
Il numero di olandesi che sono morti per il coronavirus è salito a 2.945. 
L’Istituto nazionale per la sanità pubblica e l’ambiente (RIVM) ha ricevuto 122 nuovi rapporti di decessi dai GGD nel paese il giorno scorso. Lunedì, un giorno prima, sono stati segnalati 86 nuovi casi.
https://www.telegraaf.nl/nieuws/1814233917/rivm-122-nieuwe-coronadoden-en-210-patienten-opgenomen-in-ziekenhuis

THE GUARDIAN – UK
Come la Grecia sta battendo il coronavirus (nonostante un decennio di tagli).
La capacità del paese di far fronte a un’emergenza di sanità pubblica di tali proporzioni non era scontata. Gli ospedali statali hanno sopportato il peso maggiore dei tagli richiesti in cambio di prestiti di salvataggio da istituti di credito internazionali per mantenere a galla la nazione e nella zona euro. Con l’arrivo dell’epidemia in Europa, i funzionari furono costretti a riconoscere, 18 mesi dopo che il paese era uscito dal suo terzo salvataggio, che aveva solo 560 letti di terapia intensiva (ICU).
Le scene traumatiche in Italia hanno scioccato i Greci: Alla fine di febbraio, prima che la Grecia avesse registrato la sua prima morte, le parate di carnevale furono cancellate. Il 10 marzo, diverse settimane prima del resto d’Europa, le scuole furono chiuse. In pochi giorni, bar, caffetterie, ristoranti, discoteche, palestre, centri commerciali, cinema, negozi al dettaglio, musei e siti archeologici sono stati chiusi.
https://www.theguardian.com/world/2020/apr/14/how-greece-is-beating-coronavirus-despite-a-decade-of-debt

ALBANIA NEWS – ALBANIA
8 nuovi casi positivi con COVID-19 sono stati registrati nelle ultime 24 ore in Albania, due dei quali sono membri del personale medico di Scutari e Kukës, più altri 6 casi identificati a Tirana. Il numero totale delle persone infette da coronavirus arriva a 475. Si registra il primo caso nella città di Kukes mentre il numero dei contagi aumenta a Tirana e Shkodra.

Coronavirus Albania, 8 positivi confermati, si registra il primo caso nella citta di Kukës


RNZ – NUOVA ZELANDA
Sud Corea, l’OMS indaga su pazienti negativi che risultano nuovamente infettati.
I funzionari sudcoreani hanno riferito che 91 pazienti che ritenevano guariti sono stati nuovamente risultati positi al test. Jeong Eun-kyeong, direttore dei Centri coreani per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha dichiarato al briefing che il virus potrebbe essersi “riattivato” anziché i pazienti siano stati infettati nuovamente.
https://www.rnz.co.nz/news/world/414091/who-probes-reports-of-recovered-covid-19-patients-being-reinfected

Credits: Cristiana Palmieri

Viroland – rassegna internazionale / numero doppio 12-13

AFTONBLADET – SVEZIA
Aumentano i contagi (10151) e le vittime (887). La percentuale dei decessi rispetto ai contagiati è alta, 774 persone in terapia intensiva
https://www.aftonbladet.se/nyheter/a/3Jgxj9/senaste-nytt-om-coronaviruset.

EL PAIS – SPAGNA
Scene di una pandemia di 1500 anni fa che ricordano quella di oggi.

Una pandemia che proveniva dall’estero e si diffuse rapidamente dai porti dove arrivavano i passeggeri infetti – senza sintomi o meno – senza alcun rimedio medico disponibile che potesse fermarlo, tutti gli abitanti confinati nelle loro case per evitare contagi, la totale paralisi del l’economia, l’esercito che osserva le strade, i medici infetti che lavorano fino allo sfinimento, migliaia di morti giornaliere senza seppellire per “molti giorni perché coloro che hanno scavato non erano più in grado di fornire …”. Non è la cronaca del coronavirus che colpisce il mondo nel 2020. È il Il racconto di Procopio di Cesarea dello scoppio della peste bubbonica che ha devastato il mondo conosciuto tra 541 e 544: dalla Cina alle coste dell’Hispania.
https://elpais.com/cultura/2020-04-10/escenas-de-una-pandemia-de-hace-1500-anos-que-se-repiten-hoy.html

LOS ANGELES TIMES – USA
In California il bilancio delle vittime è molto inferiore rispetto a New York. Ecco perchè.
L’azione relativamente rapida della California per chiudere le imprese e ordinare ai residenti di rimanere a casa ha ridotto la pandemia di coronavirus e ha lasciato molti ospedali in gran parte vuoti, in attesa di un’ondata che deve ancora arrivare.
https://www.latimes.com/california/story/2020-04-10/california-coronavirus-slowed-hospitals-empty-new-york?fbclid=IwAR2__AEqbESvwA7MuJ0x6eAK0zfYKhxMHSGpllwQrq_U78tR3oJJwMTaRF8

THE NEW YORK TIMES – USA
L’alto prezzo pagato per non aver chiuso prima le vacanze di primavera.
Settimane prima che la Florida ordinasse alle persone di rimanere a casa, il coronavirus era ben coinvolto nella sua insidiosa diffusione nello stato, infettando residenti e visitatori che giorni prima avevano ballato alle feste in spiaggia e si divertivano nei parchi a tema . Solo ora, quando le persone si sono ammalate e si sono riprese, o hanno ceduto, al Covid-19, la malattia causata dal coronavirus, il costo alto di tenere aperta la Florida durante la stagione delle vacanze di primavera ha iniziato a manifestarsi.

DER SPIEGEL – GERMANIA
Rapporto da Wuhan una città che si sveglia dal coma.

Wuhan, Ground Zero della pandemia, ha completato il blocco. Le persone godono della libertà e la temono allo stesso tempo.
https://www.spiegel.de/politik/ausland/wuhan-in-china-eine-stadt-erwacht-aus-dem-koma-a-00000000-0002-0001-0000-000170435635

BBC – UK
Il Brasile è il paese del sudamerica con il più alto numero di contagi.
Il ministero della salute ha confermato 1.056 decessi e 19.638 casi. È probabile che i numeri siano molto più alti poiché vengono testati solo i pazienti negli ospedali.
La maggior parte degli stati ha imposto misure di quarantena, ma il presidente Jair Bolsonaro ha contestato le restrizioni, affermando di danneggiare inutilmente l’economia.
https://www.bbc.com/news/world-latin-america-52251342

THE WASHINGTON POST – USA
In India la vita sotto il coronavirus porta cieli blu e aria pulita
All’interno del più grande blocco al mondo, non ci sono voli, treni passeggeri, taxi e poche industrie funzionanti. Ma una cosa è straordinariamente abbondante: aria più pulita. Pochi giorni dopo l’inizio del blocco, il 25 marzo, il livello di inquinamento da particelle considerato più dannoso per la salute umana è sceso di quasi il 60 percento a Nuova Delhi, la capitale dell’India, secondo un’analisi condotta da esperti del Centro no-profit per la scienza e l’ambiente.
https://www.washingtonpost.com/world/asia_pacific/india-coronavirus-delhi-clean-air-pollution/2020/04/10/ac23dd1e-783e-11ea-a311-adb1344719a9_story.html

ALJAAZERA – QUATAR
I medici arabi che sono morti di corona virus in Italia.
Il centesimo dottore a morire in prima linea mentre il Paese lotta per contenere l’epidemia di coronavirus era Samar Sinjab, una donna siriana di 62 anni nata a Damasco e dal 1994 viveva nella regione nord-orientale del Veneto.
Qui, Al Jazeera descrive quattro medici arabi che hanno perso la vita in questa pandemia.
https://www.aljazeera.com/news/2020/04/arab-doctors-died-frontlines-italy-epidemic-200410093425609.html

THE SYDNEY TIMES – AUSTRALIA
Il primo test rapido per il corona virus sperimentato all’ospedale di Sain Vincent.
Per la prima volta in Australia, i medici e gli infermieri possono ora testare i pazienti in condizioni critiche che arrivano all’ospedale Saint Vincent per il coronavirus e ricevere risultati entro un’ora. Il test rapido significa che i pazienti che arrivano al pronto soccorso con gravi problemi respiratori possono essere rapidamente valutati per COVID-19 e quindi inviati al reparto giusto per il trattamento.
https://www.smh.com.au/national/first-of-its-kind-rapid-coronavirus-testing-starts-at-st-vincent-s-hospital-20200409-p54iq9.html

Credits: Cristiana Palmieri

Viroland – rassegna internazionale / numero 11

 

DER SPIEGEL – GERMANIA
L’infezione americana.
La pandemia si sta facendo strada negli Stati Uniti. Diventa chiaro che i neri si ammalano e muoiono in modo sproporzionato. Le cause complesse equivalgono al peccato originale americano: il razzismo.
https://www.spiegel.de/politik/ausland/coronavirus-in-den-usa-afroamerikaner-sind-haerter-betroffen-a-60bfea78-dc87-482d-8fb9-151a50a3ee20

THE GUARDIAN – UK
I 100 giorni che hanno cambiato il mondo. Cronistoria della pandemia, dal primo giorno ad oggi.
Alle 13.38 del 31 dicembre, un sito Web del governo cinese ha annunciato il rilevamento di una “polmonite di causa sconosciuta” nell’area circostante il mercato all’ingrosso di frutti di mare della Cina meridionale a Wuhan, una città industriale di 11 milioni di persone.
https://www.theguardian.com/world/ng-interactive/2020/apr/08/coronavirus-100-days-that-changed-the-world

BBC – UK
Il primo ministro italiano ha dichiarato alla BBC che l’Unione Europea rischia di fallire come progetto nella crisi del coronavirus.
https://www.bbc.com/news/world-europe-52224838

NLTIMES – OLANDA
Il ministro delle finanze olandese ottimista sull’accordo.
Nessuno dei ministri coinvolti ha affermato perché non sia stato possibile raggiungere un accordo, ma i media olandesi ritengono che abbia a che fare con il conflitto tra i Paesi Bassi e l’Italia in merito ai coronabond e che consenta di utilizzare l’ESM per coprire le spese mediche: l’Italia è un fervente sostenitore, i Paesi Bassi sono veemente contro. Secondo RTL Nieuws, i Paesi Bassi sembrano essere sempre più soli nella sua opposizione alle misure europee di aiuto finanziario. I ministri delle finanze francese e tedesco, Bruno le Maire e Olaf Scholz, hanno invitato gli altri Stati membri a superare se stessi e a raggiungere un accordo.
https://nltimes.nl/2020/04/08/dutch-finance-min-optimistic-deal-european-coronavirus-bailout

ALJAAZERA – QUATAR
Finisce il blocco a Wuhan ma le preoccupazioni restano.
La decisione di revocare il divieto – sebbene con i viaggiatori tenuti a soddisfare determinate condizioni – è arrivata nonostante i timori di una seconda ondata di infezione se le restrizioni fossero state allentate troppo presto.
A poche ore dalla revoca del divieto, circa 65.000 persone avevano lasciato la città in treno e in aereo da soli, secondo l’agenzia di stampa dell’agenzia di stampa The Associated Press, citando i resoconti dei media locali.
https://www.aljazeera.com/news/2020/04/china-wuhan-ends-coronavirus-lockdown-concerns-remain-200408021319019.html

Credits: Cristiana Palmieri

Viroland – rassegna internazionale / numero 10

THE GUARDIAN – UK
Se l’Europa, gli Stati Uniti e la Cina fanno fatica a contenerlo, quale possibilità per milioni di persone nei paesi meno sviluppati?
Il momento non è ancora arrivato. Ma una scure è pronta a cadere su un numero imprecisato di teste in gran parte indifese, un massacro quasi troppo spaventoso da contemplare. Mentre i paesi relativamente ricchi dell’emisfero settentrionale si impegnano in una poderosa lotta per respingere Covid-19, le campane di allarme suonano dall’Asia meridionale al Medio Oriente e all’Africa .
https://www.theguardian.com/commentisfree/2020/apr/05/the-observer-view-on-coronavirus-a-tragedy-with-no-clear-end-for-poorer-nations

THE NEW YORK TIMES
Ignorando l’opinione degli esperti Trump promuove nuovamente l’uso massiccio della clorochina.
La raccomandazione di Trump sull’idrossiclorochina, per il secondo giorno consecutivo durante un briefing alla Casa Bianca, è stato un esempio lampante della sua sfacciata volontà di distorcere e sfidare apertamente l’opinione degli esperti e le prove scientifiche quando non si adattano alla sua agenda.
La difesa del farmaco antimalarico da parte del presidente ha creato tensioni nella sua amministrazione e timori tra i medici che potrebbero esporre inutilmente i pazienti a rischi.

INDIPENDENT – UK
Brasile, il presidente Bolsonaro si affida alle preghiere per liberare il paese dal virus.
Il populista di destra, noto come “il Trump dei tropici”, ha incontrato i pastori evangelici pentecostali  venerdì nella sua residenza ufficiale a Brasilia, dove la proposta è stata fatta e accolta. Come il suo omologo americano Bolsonaro è stato criticato per aver minimizzato la crisi,  bollata come “un po ‘di influenza” e respinto misure drastiche sul distanziamento sociale .
https://www.independent.co.uk/news/world/americas/coronavirus-jair-bolsonaro-brazil-prayer-fasting-day-evil-covid19-a9447406.html

EL PAIS – SPAGNA
l’Olanda non è mai stata così isolata nell’UE.
L’economista olandese Marcel Jansen condivide le critiche alla Spagna per non aver adempiuto ai propri doveri fiscali, ma ritiene che la priorità sia ora che l’UE garantisca una protezione equa a tutti i suoi cittadini.
https://elpais.com/economia/2020-04-05/nunca-holanda-habia-estado-tan-aislada-en-la-ue-rutte-calculo-mal.html

NLTIMES – OLANDA
Covid 19, diminuiscono i ricoveri, i decessi sono 1766
https://nltimes.nl/2020/04/05/covid-19-new-reported-hospitalizations-fatalities-fall-death-toll-stands-1766
La Germania ha classificato i Paesi Bassi come “area a rischio internazionale” per l’ulteriore diffusione del coronavirus. Il ministro degli interni Horst Seehofer dovrebbe decidere lunedì se chiudere i confini con i Paesi Bassi.
https://nltimes.nl/2020/04/06/germany-declares-nl-international-risk-area-covid-19-borders-close

ALJAAZERA – QUATAR
L’odio antiasiatico continua a diffondersi sui social media.
Vi sono state numerose segnalazioni di razzismo anti-asiatico per le strade di Australia, India e Regno Unito. Negli Stati Uniti, il forum di segnalazione Stop AAPI Hate ha registrato oltre 1.100 casi di molestie anti-asiatiche da quando è stato istituito alla fine di marzo. Sui siti di social media, la portata dell’abuso è ancora più evidente. Un’analisi di Al Jazeera ha trovato più di 10.000 post su Twitter che includevano il termine “influenza cinese” durante il solo marzo – anche se il totale reale era probabilmente molto più alto dato che un certo numero di varianti della frase venivano utilizzate in tutto il sito.
https://www.aljazeera.com/news/2020/04/anti-asian-hate-continues-spread-online-covid-19-pandemic-200405063015286.html

Credits: Cristiana Palmieri